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Sul sistema TPCS dei porti il corridoio telematico con DBA

L’interessante relazione del gruppo trevigiano specialista in tecnologie avanzate sulla piattaforma informatica per le merci in transito – Il modello ideale e le varie fasi

L’ingegner Francesco De Bettin durante la relazione insieme allo staff DBA Group. Alla sua sinistra Maria Gloria Giani Pollastrini.

LIVORNO – Per l’apertura della nuova stagione 2015-2016 il Propeller labronico ha scelto di trattare il tema della informatizzazione dei porti. La presidente Maria Gloria Giani Pollastrini ha invitato la DBA Group ad illustrare ai soci ed ospiti le opportunità offerte dalle tecnologie avanzate. La DBA è una holding di ingegneria trevigiana con sedi in Italia ed all’estero operante nella progettazione di infrastrutture, nel project management e nel software per le tecnologie, che ha visto un forte sviluppo negli ultimi 5 anni tanto da portare il suo fatturato dai 15 milioni del 2010 ai previsti 40 milioni di fine 2015 ed a 350 dipendenti il suo team.
[hidepost]La stessa società, che ha peraltro annunciato nella serata di aver vinto la gara per la gestione del sistema TPCS del porto di Livorno ed essere ora in attesa che si compiano le procedure contrattuali, ha iniziato ad interessarsi di porti e di logistica con la progettazione informatica del porto ro-ro di Venezia. Da questa esperienza, ha spiegato il presidente ingegner Francesco De Bettin, la DBA ha approfondito la conoscenza del settore e creduto nel suo potenziale individuando nell’efficientamento tecnologico dei porti italiani la possibilità di intercettare molti dei traffici che transitano dal Canale di Suez verso Rotterdam ed Anversa attratti dalla velocità operativa di questi scali. Con la progettazione della piattaforma informatica PCS la società attua l’integrazione di sistemi agevolando l’interscambio di informazioni sul flusso delle merci in previsione della National Single Window che collegherà i PCS di tutti i porti con le piattaforme istituzionali quali il PMIS, l’Aida, i sistemi per la gestione del trasporto e quello del traffico ferroviario, realizzando l’interoperabilità dei dati.
In questa fase la società sta lavorando al sistema del Corridoio telematico, altra innovazione che interconnetterà la piattaforma PCS del porto di partenza delle merci con quella del porto di destino ed attraverso il metodo del riutilizzo dei dati, spesso identici nella filiera di queste operazioni, velocizzerà il processo evitando gli errori che nascono dalle nuove imputazioni. Quello del riutilizzo dei dati è uno dei principi cardine del gruppo ingegneristico per raggiungere gli obiettivi della rapidità e della correttezza. La società ha già implementato i suoi modelli operativi nei porti di Savona, Venezia, Ancona, Trieste e, con l’acquisizione della Actual IT, società di Koper, anche in molti porti della costa croata e dei Balcani. Nell’esposizione che è seguita sono state illustrate le varie soluzioni integrate applicate dalla DBA nei diversi porti, nei terminal (a Trieste) e nel settore ferroviario (a Venezia). Di fronte alla preoccupazione degli operatori presenti alla conferenza riguardo al costo di ingresso di queste innovazioni e di quelli connessi come la formazione e l’assistenza, l’ingegner De Bettin ha spiegato che esiste un bilanciamento a posteriori dato dal risparmio delle risorse umane che possono essere dedicate ad attività diverse e più redditizie ed ha portato l’esempio del porto di Augusta dove l’investimento iniziale è stato ammortizzato in tempi ridotti. E se è vero – secondo il presidente – che esistono delle difficoltà date dalla alfabetizzazione informatica del personale questa è comunque inarrestabile e ci impone l’adeguamento. C’è comunque ancora da aspettare per un effettivo risparmio che verrebbe dal poter usufruire di questi servizi in “pay per use” in Cloud, cioè in condivisione con altri operatori, ma – ha detto De Bettin – è quello il futuro modello da raggiungere.
In attesa di gestire il TPCS livornese, la cui presentazione ufficiale risale al 2012, il presidente del Gruppo DBA ha riconosciuto come il porto di Livorno sia stato e continui ad essere in questo campo uno dei più all’avanguardia in Italia; ha riconosciuto in esso un sistema molto avanzato nel condividere i dati in un equilibrio informativo che percorre tutta la filiera, coinvolgendo anche i terminal – cosa non frequente altrove – permettendo così agli operatori di seguire tutti i passaggi fondamentali del processo e parteciparli. La forza della Port Community di Livorno è stata la grande capacità di analisi e di schematizzazione dei processi operativi – ha poi concluso – ovvero dell’ingegneria di processo, che poi la tecnologia ha abilitato.
Nella serata sono stati presentati due nuovi soci, Luca Colò, della Colò Spedizioni Internazionali e Federica Venticinque, dottoressa in Logistica che collabora con la Neri Group nel settore cellulosa e prodotti.
Cinzia Garofoli

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Pubblicato il
26 Settembre 2015

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