Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

“MSC Oscar”: una lezione per i fondali?

LE HAVRE – Il servizio si chiama “Albatross” ed ha visto nei giorni scorsi l’esordio del gigante “MSC Oscar” ovvero la full-container più grande del mondo con i suoi 19 mila teu di portata (ufficiale: perché pare che la capacità reale sia anche superiore). La rotazione è tra i principali porti asiatici (Dalian, Busan, Qingdao, Ningbo, Shanghai, Xiamen, Yantian e Tanjung Pelepas) e Le Havre, con estensione fluviale (barges) con Rouen.
[hidepost]Ma l’elemento forse di maggior interesse nell’attuale dibattito sulle mega-ships in relazione ai fondali dei porti è che la nave – ripetiamo: la più grande del mondo – con i suoi 395,4 metri di lunghezza massima e la sua portata di 19 mila teu ha un pescaggio massimo di “soli” 16 metri. La capacità lorda che sfiora le 200 mila tonnellate e l’alto numero di contenitori imbarcabili sono stati ottenuti grazie a un aumento della larghezza, ben 59 metri al baglio massimo (che è quasi per due terzi della lunghezza). I progettisti sottolineano anche che grazie alla particolare efficienza delle linee di carena la velocità massima supera i 22 nodi e i consumi sono “particolarmente contenuti”.
Il pescaggio di 16 metri a pieno carico consente dunque a “MSC Oscar” di operare su scali che hanno fondali intorno ai 17 metri. E si ricorda che anche nel nord Europa non sono molti i porti con questo range; né sono molti anche quelli che in relazione all’arrivo delle nuove generazioni di full-containers hanno messo in programma di aumentare i propri fondali. Nella corsa tra le economie di scala nel trasporto dei contenitori e i colossali investimenti dei porti per poter ospitare i nuovi giganti, siamo dunque al momento ad un compromesso: dove le resistenze dei porti ai suddetti colossali investimenti stanno facendo riflettere gli armatori. Che a loro volta devono guardare oltre l’orizzonte, per prevedere che cosa succederà quando presumibilmente il costo del fuel tornerà ad aumentare e non si sa bene se e come le economie dei paesi BRIC – oggi in periodo di stanca – potranno riprendere, generando o meno i grandi flussi di merci di un tempo. In sostanza, la tendenza anche dei grandi porti sembra essere di andarci piano nei progetti di maxi-fondali. Con una memoria storica che richiama alla sorte delle gigantesche petroliere, durate poco più dell’espace d’un matin e finite quasi tutte ingloriosamente assai prima della loro naturale “scadenza”.
A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
24 Ottobre 2015

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio