Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

A Trieste le categorie alla riscossa

TRIESTE – Gli operatori privati della logistica del Friuli-Venezia Giulia guidano la riscossa di un settore che ha tutte le caratteristiche per ritornare ad essere trainante per l’economia nazionale.
[hidepost]Quest’anno il tradizionale scambio degli auguri fra i soci dell’Associazione Agenti Marittimi e quelli dell’Associazione degli Spedizionieri è stato l’occasione per rimarcare il comune percorso verso la costruzione di una comunità portuale forte ed unita, che voglia e possa essere protagonista nella realizzazione del sistema logistico regionale, incardinato sui suoi tre porti e trainato dal porto franco internazionale di Trieste. Nell’occasione della cena di Natale, organizzata per la prima volta congiuntamente dalle due associazioni, i due presidenti Pietro Busan e Stefano Visintin hanno sottolineato come negli ultimi anni si siano sostenute assieme le principali battaglie per la difesa e la valorizzazione della portualità regionale e come questa condivisione d’intenti sia stata estesa alla Confindustria della Venezia Giulia ed all’Associazione dei Terminalisti portuali, che opera in seno all’Associazione degli Spedizionieri. L’opera fin qui svolta ha trovato un momento di propulsione da quando alla guida dell’Autorità Portuale di Trieste è stata chiamata la nuova dirigenza, per la quale auspicano al più presto una stabilizzazione dopo una fase commissariale immotivata ed eccessivamente lunga. La nuova legge nazionale di riordino delle autorità portuali sembra non definire ancora in maniera precisa quali siano le regole della governance del porto franco di Trieste e gli operatori quindi saranno ancora in prima linea per portare un contributo di chiarezza e competenza al dibattito politico sul tema. “La competitività del sistema logistico regionale è legata indissolubilmente alla capacità di tutte le sue componenti di creare una comunità. Ci siamo avviati su questa strada individuando le molte priorità comuni, ciascuno nella propria specificità, e condividendole con convinzione. E’ un passo molto più significativo che mettere in comune capitali per realizzare una piattaforma informatica. E’ fare sistema per raggiungere il risultato”.

[/hidepost]

Pubblicato il
19 Dicembre 2015

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio