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Zim ed Hapag-Lloyd fanno scuola nuovi servizi e i bilanci in utile

Come stanno uscendo dalle difficoltà le due grandi compagnie dei containers – Nuove strategie anche per le cinesi, che affrontano anch’esse i mercati in fibrillazione

HAIFA – Ci sono voluti almeno un paio d’anni e la nota determinazione del management israeliano: ma alla fine Zim è uscita dal periodo dei bilanci in rosso ed ha chiuso il 2015 con il primo utile della sua recente storia. Facendo il paio con un’altra compagnia che ha brillantemente chiuso in utile l’anno passato, la tedesca Hapag-Lloyd, dopo un 2014 di sofferenza. A conferma che quando il management funziona e si mette mano a piani di riposizionamento strategico dei servizi, il trasporto marittimo può rendere anche in tempi di crisi. La battaglia finale non è stata ancora vinta, perché il mercato si mantiene volatile. Ma il risultato è importante, sia per le casse che come simbolo.
[hidepost]Per l’esattezza, Zim ha chiuso il 2015 con un utile netto di 6,5 milioni di dollari, dopo un rosso di 200 milioni dell’anno precedente. Gli introiti sono calati del 12,5% ma questo non ha impedito di guadagnare. Qual è il meccanismo che ha permesso di tornare in utile? Secondo Rafi Danieli – oggi sia presidente che Ceo della compagnia, prossimo a lasciare con l’orgoglio di aver risanato una Zim nella quale ha lavorato per quasi 40 anni – è l’aver concentrato i propri servizi sulle rotte storicamente più congeniali, in particolare con gli Usa, dove la crisi sembra superata. E anche le scelte di concentrare nel Mediterraneo centrale le proprie linee (compreso il riuscito impegno su Livorno con il transhipment in Darsena Toscana) si stanno dimostrando valide. Adesso tutto dipende da quanto e quando la ripresa economica diventerà davvero significativa anche per la vecchia Europa.

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E’ stato sottolineato, sempre in questi giorni, il risultato positivo della Hapag-Lloyd, che è passata da una perdita di 600 milioni di euro nel 2014 a un utile netto di 114,2 nel 2015. La fusione con CSAV ha dato certamente i suoi frutti, che si vedranno ancora di più nell’anno in corso: ma è servita la cura da cavallo con la riduzione dei costi e il miglioramento dell’efficienza dei servizi.
Una corsa che adesso sta coinvolgendo anche le compagnie cinesi, con fusioni, scorpori e ristrutturazioni dopo anni ed anni di espansione all’apparenza inarrestabile. Ma che presenta anche aspetti controversi, come gli ordini di nuove navi ai cantieri cinesi, all’apparenza per un ricambio generazionale dei vettori che punti di più all’efficienza e anche (per la prima volta) alla difesa dell’ambiente.

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Pubblicato il
2 Aprile 2016

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