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La grande occasione della riforma Delrio

Così la Regione Toscana scommette sullo Stato che scommette sui porti

Paola Mancuso

PORTOFERRAIO – Lo Stato scommette sui porti, la regione Toscana scommette sullo Stato. Questa potrebbe essere – ci scrive in una sua nota Paola Mancuso, già segretario generale dell’Authority di Piombino – in poche parole la sintesi di un incontro come quello organizzato da Asamar nella giornata di lunedì 11 aprile a Livorno che ha visto una partecipazione che non si vedeva da tempo a testimonianza non solo dell’ottimo lavoro di organizzazione, ma anche del grande interesse per il futuro della riforma Delrio sui porti. Un dato che diventa peraltro secondario alla luce dell’importante risultato di una discussione che ha visto finalmente prevalere la consapevolezza che nel nome dell’economia di un territorio si possa fare davvero sistema facendo prevalere sul localismo una strategia comune capace di condurre alla soluzione ottimale per un futuro che nessuno vuole rinunciare a scrivere.
[hidepost]Sembrerebbe scontato ma non lo è, specie alla luce delle divergenti posizioni che in sede di Conferenza Stato – Regioni hanno portato alcune regioni al tentativo di depotenziare e rinviare una riforma in grado di rimettere al centro delle politiche nazionali quella comunità portuale ricca di storia e tradizione ma anche di competenze e di voglia di buttare il cuore oltre l’ostacolo, in un momento in cui per uscire dalla crisi occorre puntare sulle peculiari potenzialità del Paese senza reticenze e senza doppi giochi.
La conquistata moratoria consegna alle regioni la responsabilità politica di ulteriori ritardi sotto la lente di operatori internazionali pronti a rinunciare alla scommessa di un Italia costretta a rincorrere l’evoluzione dei traffici marittimi e la facilità di cambiamenti di “rotta” a fronte di tempi di infrastrutturazione fuori mercato.
La stasi di alcuni porti potrebbe addirittura portare ad una revisione della programmazione a livello europeo in cui la priorità rimane la realizzazione di uno sbocco sul Tirreno dei traffici attesi dal Gottardo e dal Brennero.
C’è bisogno di responsabilità e soprattutto di un confronto aperto come quello che ha visto nei due interventi del dottor Ivano Russo, consigliere del ministro Del Rio, e del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il momento di massima espressione a testimonianza di come la politica possa ancora vivere di concreta azione e di lungimirante prospettiva. Le premesse ci sono.
E per la Toscana risultano rafforzate dalla consapevolezza che i passi importanti compiuti dai porti di Piombino e di Livorno li pongano oggi – grazie alla conclusione delle rispettive procedure di pianificazione e per Piombino all’avanzato stato di attuazione – in una posizione di vantaggio competitivo rimessa alle future scelte sulla governance ed ai rapporti tra gli operatori.
Questi infatti, alla luce della soppressione del Comitato Portuale e con esso della loro storica presenza – conclude Paola Mancuso – dovranno fondare il loro protagonismo non più sul numero legale, ma sulla centralità e qualità dei progetti in una sfida avvincente che chiede a tutti un impegno nuovo per il rilancio del Paese.

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Pubblicato il
20 Aprile 2016

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