Tempo per la lettura: 2 minuti

La Riforma le promesse e il Cencelli

ROMA – L’emergenza continua dei grandi avvenimenti drammatici, dal disastro ferroviario in Puglia alle stragi – in mare dei migranti, a terra delle vittime del terrorismo – hanno distolto l’attenzione dei media dall’iter della riforma portuale, che pure sembra essere arrivato a un momento cruciale.
[hidepost]Dopo i pareri delle commissioni parlamentari – che di fatto hanno accettato le linee del governo, sia pure con distinguo a quanto pare concordati – e dopo gli altri passaggi istituzionali, sembra quasi certo che il consiglio dei ministri approverà il testo (emendato ma non troppo) entro la metà della prossima settimana. Ed è già corsa per gli organigrammi.
Le quindici Autorità di sistema che sostituiranno l’attuale pletora di Autorità portuali – ricordiamoci che solo due mesi fa gli accorpamenti dovevano essere molto più spinti, solo 8 Autorità di sistema: poi c’è entrata di mezzo la politica… – sono un boccone troppo succoso per rimanere fuori dai giochi del potere. E fa sorridere la ripetuta affermazione di Delrio & C. secondo i quali non ci saranno manuali Cencelli né scelte di partito. Affermazioni dovute, anzi proclami obbligatori. Che servono a dimostrare il contrario, ovvero quanto ci sia di interesse dei partiti nelle scelte economiche e tecniche del governo. E del resto, come sosteneva Tayllerand che di proclami se ne intendeva, la politica è sempre stata come le medicine: non è altro che un modo per agitare il popolo prima di usarlo.

* * *

Prescindendo dalle considerazioni sul metodo e sui sarcasmi, sembrerebbe in corso la spartizione dei pani e dei pesci, ovvero delle presidenze e delle segreterie generali dei 15 “sistemi”. I criteri? In un paio di regioni – Liguria certa, altra meno – le presidenze spetterebbero al centrodestra, con le segreterie generali ai partiti di governo. Per le altre, man bassa della maggioranza. Per carità, con tecnici “di provata esperienza e non solo italiani”. Questa la formula, che dice tutto e niente. Vedremo.
Più vicini a noi toscani, certi indicatori da Roma parlano di un governatore Enrico Rossi schierato per un’abbinata Luciano Guerrieri/Massimo Provinciali, in ruoli tra i due da decidere. Ma la pelle dell’orso, cioè il pensionamento di Giuliano Gallanti, è tutt’altro che nel sacco, perché gli è riconosciuta una competenza e una personalità assai più che nazionale. C’è l’età avanzata, che in un governo “giovanilista” sembra quasi una bestemmia. Ma il fatto che Gallanti lo reclamerebbero di nuovo a Genova, per esempio, può voler dire qualcosa.

* * *

In questo quadro, si affacciano poi sull’agone nazionale i soliti nomi che sono, come dice la pubblicità, una garanzia: Pasqualino Monti, Sandro Boniciolli, Francesco Messineo, Davide Santini, Nicola Del Nobile, Zeno D’Agostino, Mario Sommariva… e chi più ne ha più ne metta.
Poi ci sono gli operatori, che provano anch’essi a dire la loro. Significativa proprio a La Spezia la presa di posizione di La Spezia Port Services che in una nota ha sottolineato “la necessità di chiudere la stagione dei politici, dei burocrati e dei centri di potere per affidare il timone del porto a chi davvero conosca le esigenze di uno scalo complesso, delicato e per molti aspetti unico come La Spezia”. La nota continua sottolineando di non voler partecipare al toto-nomi ma si dice pronta a sostenere, “con forza e convinzione, il miglior candidato al momento opportuno”. Intanto, con un pizzico di veleno, “chiede un forte segnale di discontinuità rispetto al passato e invita governo e Regione a concentrare l’attenzione sul mondo degli operatori”. Sogni – citando Shakespeare – d’una notte di mezz’estate?
Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
20 Luglio 2016

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio