Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Con la Riforma non disperdere le professionalità

GENOVA – Aspettando Godot … ovvero la riforma che non arriva, ma che Delrio promette di varare entro settembre. Così i problemi che via via maturano sui porti costituiscono insieme argomento di preoccupazione, di invito o di stimolo. E’ il caso della nota di Gian Enzo Duci, presidente nazionale di Federagenti.
[hidepost]”I fatti di Civitavecchia e la decisione del presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, di dichiarare al ministro la sua “non disponibilità” a proseguire nel mandato di commissario per tentare di rasserenare un clima locale che si era a dir poco imbarbarito, inevitabilmente sollevano nuovi interrogativi e allungano ombre sulla scelta dei presidenti delle nuove Autorità di sistema portuale che dovrà essere compiuta dal ministero.
Federagenti non può astenersi – afferma il presidente Gian Enzo Duci – dall’esprimere in questa fase delicatissima alcune considerazioni e alcuni auspici.
“La prima considerazione è relativa ai veleni e alle polemiche strumentali che – e Civitavecchia lo dimostra drammaticamente – potrebbero condizionare in modo anomalo le scelte. Federagenti si augura che il governo e il ministro dei Trasporti sappiano assumere posizioni ferme e razionali specie nel momento in cui saranno chiamati a compiere una valutazione sia sui curricula richiesti, sia sui risultati effettivamente conseguiti sul campo dai presidenti che sino a oggi hanno guidato i porti italiani.
“La seconda considerazione – continua Duci – è quindi relativa alla necessità di non disperdere le professionalità, che hanno fatto bene ai vertici dei principali scali del paese e che hanno trasformato in fatti concreti e acquisizioni di traffico, come accaduto a Civitavecchia, la loro governance.
La terza considerazione è relativa alla strategicità di alcuni porti, primi fra tutti Napoli e Genova – conclude il presidente di Federagenti – che forse più di altri hanno bisogno di scelte lungimiranti e quindi di presidenti-manager in grado di far ripartire macchine in palese rallentamento o – come nel caso di Napoli – eufemisticamente “arruginite”.

[/hidepost]

Pubblicato il
24 Agosto 2016

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio