Porte vinciane, c’è la fregatura

Vincenzo Ceccarelli
LIVORNO – Chi aveva sperato che la gestione delle “porte vinciane” tra lo Scolmatore dell’Arno e la Darsena Toscana finisse davvero – come aveva stabilito la legge della Regione – all’Autorità portuale labronica, non aveva fatto i conti con la politica. Al durissimo “niet” del Comune di Pisa alla legge, la Regione ha risposto prima mostrando i muscoli – “Spezzeremo le reni a Pisa” – poi con una clamorosa marcia indietro, ha deciso che le “porte” saranno gestite dall’Autorità portuale regionale e non da quella del porto di Livorno. La conferma è arrivata da un imbarazzato assessore regionale alle Infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli, pressato dai cronisti nel corso del Workshop di due giorni fa alla Stazione Crociere di Livorno. Decisione non ancora operativa – ha detto Ceccarelli – ma in sostanza, in corso d’opera.
[hidepost]Dunque, ennesimo schiaffo in faccia all’Autorità portuale, al porto di Livorno e anche alla logica. Giuliano Gallanti, presente al momento della dichiarazione, è sbiancato dalla rabbia. In quanto all’Autorità portuale della Regione, che è gestita da Viareggio e si occupa dei porti toscani minori – in pratica dei “marinas” o poco più – c’è da capire che competenze potrà avere, a chi ubbidirà e come farà fisicamente (con un presidio armato, una trasferta giornaliera, un telecomando in “remote”?). Commento non elegante ma centrato dalla Darsena Toscana: ci hanno rifilato l’ennesima fregatura.
A.F.
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