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Integrazioni e correttivi alla Riforma: ecco il nuovo testo varato dai ministri

ROMA – Il testo delle modifiche alle modifiche della Riforma Delrio è stato definitivamente approvato dal consiglio dei ministri di venerdì scorso, e contiene alcune delle variazioni che avevamo già anticipato. Sia chiaro: è il testo destinato alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma non sarà probabilmente ancora quello definitivo perchè l’iter prevede il Consiglio di Stato, le commissioni parlamentari (obbligatorie ma consultive, sebbene sarà difficile dire loro di no) e infine la Conferenza Stato-Regioni.

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Con le modifiche alle modifiche possiamo partire (art. 9) con la novità che nel comitato di gestione “il direttore marittimo nella cui giurisdizione rientra il porto sede dell’AdSP e su designazione di quest’ultimo dal rappresentante dell’Autorità marittima competente in ordine ai temi trattati in relazione ai porti compresi nell’AdSP”. Tradotto il burocratichese: non c’è più la limitazione ai soli temi della sicurezza per il direttore marittimo, che adesso è a pieno titolo nel comitato di gestione.

Varata anche la norma “anti politici” con la seguente dizione: “Non possono essere designati quali componenti del comitato di gestione coloro che rivestano incarichi di componente di organi di indirizzo politico amministrativo;  i componenti designati che rivestano i predetti incarichi decadono di diritto all’entrata in vigore della presente disposizione”.

Tra i “correttivi” anche una frenata alle competenze dell’Autorità di regolazione dei trasporti, che tanto è invisa alle aziende di settore per gli oneri che aveva loro addossato. L’Autorità sopravvive ma “nel rispetto delle deliberazioni per gli aspetti di competenza”, che non sono previsti per quanto riguarda i servizi tecnico-nautici. Ed è un respiro di sollievo per questi ultimi.

Viene introdotto poi (art. 8) il “fabbisogno lavorativo del porto” che va ratificato dal comitato di gestione, sentita la commissione consultiva “sulla base dei piani d’impresa, degli organici e del fabbisogno lavorativo comunicati dalle imprese di cui agli art.16 e 18 dell’organico del soggetto di cui all’art. 17, il piano dell’organico del porto dei lavoratori delle imprese di cui agli art. 16,17 e 18.” Giudizio degli esperti: la norma è monca, in quanto non risolve l’attivazione di risorse per esodare gli inidonei. Probabilmente sarà uno dei temi sui quali si aspetta di intervenire ulteriormente dopo le commissioni parlamentari.

Ultima innovazione: il POT va approvato entro 90 giorni dall’insediamento del comitato di gestione.

Va detto infine che lo schema di decreto che contiene questi correttivi è una lungagnata di 30 pagine infarcite di burocratichese, per cui l’esame analitico di ogni passaggio richiederà tempi non brevissimi. E forse potranno uscirne altri correttivi ai correttivi dei correttivi…

A.F.

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Pubblicato il
20 Settembre 2017
Ultima modifica
26 Settembre 2017 - ora: 09:18

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