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Livorno, skyline e Darsena Europa al tramonto?

LIVORNO – Doccia scozzese sul grande progetto della Darsena Europa, ovvero il futuro porto-containers che libererebbe la Darsena Toscana per i ro/ro e gli altri traffici. Indiscrezioni romane danno la Darsena Europa inserita tra le 14 grandi infrastrutture “a rischio” per mancanza di coperture. Una beffa per Livorno, visto che proprio in questi giorni si stava festeggiando l’ingresso finalmente h/24 anche delle grandi navi nel porto, il prossimo avvio della costruzione del sospirato “marina” nel Mediceo, incontri e trattative per aprire l’altra fase storica per la piccola nautica locale, ovvero l’approdo turistico della Bellana. E ancora, il prossimo bando di gara per la gestione dei bacini di carenaggio, che dovrà cambiare lo skyline dell’avamporto, oggi ancora condizionato dalle vecchie gru inutilizzabili della banchina 75 e del “bacinone” in rovina. Sono tanti i provvedimenti in atto da parte degli uffici dell’Autorità di sistema portuale, che dovrebbero trovare finalmente una risposta ufficiale entro la fine dell’anno. Se ne doveva parlare, anche solo in via ufficiosa, nella riunione programmata per ieri a palazzo Rosciano del comitato di gestione. Una riunione preceduta da almeno un paio di workshop che hanno coinvolto sia il presidente Corsini sia il comandante del porto contrammiraglio Tarzia proprio sugli assetti dell’avamporto in area bacini.

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Che sia un fine anno molto significativo per i futuri sviluppi del porto livornese lo si è visto anche dallo sblocco di alcuni dei finanziamenti proposti a FS, dai ciclici incontri a Firenze sullo stato dell’arte delle pratiche relative alla darsena Europa – la Regione si è subito scatenata contro il governo nazionale sia sulla Darsena Europa che sulla pistona dell’aeroporto di Peretola – dagli annunci, per adesso rimasti sotto traccia all’interno del palazzo, sulla prossima soluzione del rebus della strettoia del Marzocco, con il “microtunnel” che ha superato la crisi legata all’allagamento del “pozzo” sul Magnale. E via così, con la definizione del passaggio di quote azionarie nella “Porto 2000” all’ATI composta dai gruppi Onorato e Msc, che si porterà dietro – dopo l’ennesimo parere richiesto a Roma sugli interventi dell’AdSP in tema di società come il Vespucci – il famoso versamento di 10 milioni all’interporto per l’aumento di capitale che ne farà un vero retroporto. In diretta relazione anche la progressiva “liberazione” della calata Orlando dal TCO: se il Tar della Toscana avrà dato (ieri o oggi?) l’ok alla concessione della radice della sponda est della Darsena Toscana: concessione contestata come noto dal gruppo concorrente che fa capo all’imprenditore Palumbo. Da risolvere infine anche il “pasticciaccio brutto” (per dirlo alla Gadda) del maxi-gazebo della Grimaldi per i ro/ro in Darsena Toscana. Dove la chiamata in causa della Procura della Repubblica non ha certo rasserenato il clima, ma dovrebbe ormai portare a una decisione legittima e definitiva. Su tutto, la “bomba” del minacciato “niet” di Roma alla Darsena Europa. Sperando che sia solo una fake new. Stefano Corsini, presidente dell’AdSP, sta cercando di chiarirlo.

A.F.

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Pubblicato il
31 Ottobre 2018

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