Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

“Come progettavano i velieri” nel bel libro dell’ammiraglio

Nella foto (da sx): Il nostro direttore Antonio Fulvi, l’ammiraglio Cristiano Bettini e la presidente del Propeller Livorno Gloria Giani Pollastrini.

LIVORNO – Non è servita nemmeno la burrasca di pioggia e vento di lunedì sera, con il reattivo allarme rosso sulla città, per ridurre l’attenzione alla conferenza dell’ammiraglio Cristiano Bettini al Propeller, sulla sua nuova e ponderosa fatica: i due volumi dal titolo “Come progettavano i velieri” nell’epoca d’oro delle grandi fregate a vela.

Accompagnata da un suggestivo filmato, la conferenza dell’ammiraglio-scrittore, in questo caso principalmente ottimo ed accurato ricercatore, ha fatto il punto sulla storia della progettazione, partendo dalla nascita delle grandi navi sulla tradizione dei maestri d’ascia (tenuta strettamente segreta, addirittura con leggi sul “segreto di Stato”) fino all’arrivo delle prime formule matematiche e geometriche sulla stabilità di forma o di peso, sul calcolo del baricentro e del metacentro, fino alle più complesse teorie sulle linee d’acqua, l’influenza dei pesi (cannoni e zavorra) e la spinta delle vele per lo sbandamento controllato.

[hidepost]

Una bella “lectio magistralis” che però l’ammiraglio-scrittore ha saputo rendere piacevole e comprensibile anche ai meno esperti, riferendo di aneddoti, curiosità ed enunciazioni dei grandi progettisti navali di allora e di oggi.

Introdotta dalla presidente del Propeller Maria Gloria Giani Pollastrini – che ha anche chiesto all’ammiraglio il racconto della sua collaborazione con Oriana Fallaci nella preparazione del libro “Un cappello pieno di ciliegie” – la conferenza ha avuto come moderatore il nostro direttore Antonio Fulvi e in chiusura ha registrato l’appassionato invito portato dall’ammiraglio (Cp) Giuseppe Tarzia, direttore marittimo della Toscana, perché vengano valorizzate e riportate in auge non solo nella memoria le grandi tradizioni ai maestri d’ascia della nostra costa. Valori oltre che tecnici ed artigianali anche vero e proprio patrimonio nella storia delle costruzioni navali e dello yachting.

[/hidepost]

Pubblicato il
23 Novembre 2019

Potrebbe interessarti

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora

Avanti adagio, quasi indietro

Potremmo dire, parafrasando Guido Gozzano, che tra gli infiniti problemi che riguardano il nostro mondo attuale, tra guerre e genocidi, ci sono anche le “piccole cose di pessimo gusto”. Tra queste c’è l’incredibile vicenda...

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora

Se Berta ‘un si marìta…

…“E se domani…” diceva un antico refrain musicale. Riprendo le valide considerazioni del nostro direttore sulla sorprendente impasse di alcune nomine presidenziali nelle Autorità di Sistema Portuale soffermandomi su Livorno: Gariglio è stato tra...

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora

Per difendere la pace…

Guerra e pace, più guerra che pace: sembra l’amara, eterna storia dell’uomo. Così, per preservare la pace, sembra proprio che non ci siano che le armi: si vis pacem, para bellum, dicevano nell’antica Roma....

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora
Quaderni
Archivio