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Sulphur Cap, primi passi tra costi e disponibilità

GENOVA – Tutti zitti o quasi: in punta di piedi infatti i commenti sulla recentissima entrata in vigore della normativa internazionale della “Sulphur Cap” (IMO2020) che ha abbassato lo zolfo presente nei carburanti navali allo 0,5%. Nel frattempo però s’incrociano molti commenti. C’è chi sosteneva, solo a fine novembre (Francesco Bottino in una nota sul web) che “l’impatto del sulphur cap potrebbe risultare particolarmente gravoso (quando non fatale) per le società più piccole che, avendo poco potere contrattuale, non riusciranno a ribaltare gli extra-costi sui loro clienti e ne faranno quindi le spese direttamente”.

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Meno preoccupazioni sull’offerta del bunker low sulphur : in Italia la produzione e la distribuzione sembra già sufficiente. Inparticolare viene ricordata la raffineria Iplom di Busalla (Genova), collegata via oleodotto al porto del capoluogo ligure che ha già avviato da alcuni mesi la commercializzazione di Very Low Sulphur Oil, sia per clienti locali che a livello internazionale.

Anche il gruppo Saras – sempre secondo il citato report – è partito da mesi con la produzione di questo nuovo tipo di bunker nella sua raffineria di Sarroch, affiancando anche un ulteriore servizio, ovvero la fornitura fisica (tramite piccole navi cisterne chiamate bettoline) nel porto di Cagliari. Da non dimenticare che alcune compagnie di traghetti, specie regionali,non hanno problemi in quanto le proprie navi (vedi Toremar) utilizzano gasolio, che rientra nelle norme IMO.

ExxonMobil, tra i grandi players mondiali, ha recentemente elencato i porti mondiali in cui è disponibile il suo bunker low sulphur, tra cui compare anche quello di Genova: ma quasi tutti i costieri italiani più attivi hanno già a disposizione il Very Low Sulphur Oil, come quello di Livorno, sia pure in alternativa anche al fuel tradizionale che continua ad essere utilizzato dalle navi che hanno scelto di istallare gli Scrubbers. Una soluzione, quest’ultima, che ha visto anche l’evoluzione dei suddetti “filtri”, prodotti sempre più raffinati e capaci di intercettare la quasi totalità degli elementi nocivi dei fumi, come quelli realizzati dalla Gas and Helt del Canale dei Navicelli tra Livorno e Pisa.

Rimane da valutare, a tempo debito,m quanto inciderà davvero la Sulphur Cap sui costi per gli armatori. E quale evoluzione si avrà sul mercato del fuel la crisi in atto in Medio Oriente e in Libia per i noti episodi di guerra.

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Pubblicato il
11 Gennaio 2020

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