Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Fuoribordo, arrivano gli elettrici

MILANO – Per gli appassionati della nautica minore, la scoperta può essere interessante: arrivano i motori fuoribordo elettrici, in nome della difesa del mare dall’inquinamento. Motori più “green”, dicono i costruttori, anche se l’ultima generazione dei fuoribordo, sia a 2 che a 4 tempi, è talmente attenta alle emissioni che i propulsori praticamente non sputano quasi più olio allo scarico.

Siamo dunque arrivati anche al tutto elettrico, sia pure con un comprensibile ritardo rispetto al comparto automotive.

[hidepost]

E seguendo l’andamento dei mercati, non ci sono più soltanto i piccoli e piccolissimi ausiliari che da anni sono offerti per spostare lentamente le barchette da pesca (i Torqeedo “Orange”, i “Magellan” e quelli dell’americana Minn Kota, sempre su potenze da 1 a 3 CV) ma siamo a una interessante crescita delle potenze. Nell’ultimo salone nautico europeo sono stati presentati fuoribordo elettrici da 40 CV e che consentirebbero di fare lo sci d’acqua, di superare i 25 nodi di velocità e in particolare di navigare anche nelle zone di mare protette dai parchi.

Tra i modelli offerti tutto elettrico in Italia il “Green Racer” dell’austriaca Aquawatt, è il più potente; ha una potenza omologata di 40 CV, è leggerissimo (36 kg) ed ha uno spunto notevole, con l’erogazione classica dei motori elettrici. Al peso del motore va aggiunto, ovviamente, quello della batteria, che però non è molto superiore a quello del normale serbatoio dei fuoribordo classici. Il motore costa circa 10 mila euro + Iva, senza batterie. I grandi vantaggi sono la sileziosità di marcia, l’erogazione di potenza eccellente nell’immediato (il meglio per lo sci nautico) e il non dover dipendere dai distributori di benzina, spesso introvabili o soggetti a estenuanti code d’attesa d’estate al mare.

Una curiosità: insieme ai primi fuoribordo elettrici, sta arrivando anche una nuova generazione di fuoribordo diesel, destinati questi ultimi a barche pesanti che non devono planare. Sembra che siano destinati ai piccoli pescherecci costieri, con il vantaggio di non occupare spazio a bordo e di essere smontabili facilmente per la ciclica manutenzione a terra.

[/hidepost]

Pubblicato il
15 Febbraio 2020

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio