Normalità in un Paese anormale

GENOVA – Un ponte è un ponte, e un viadotto è un viadotto. Ma per Genova e il suo porto, questo chilometro e sessantasette metri rappresenta un’arteria nel senso più anatomico della parola. Senza arterie, il sangue non corre e il corpo muore. E Genova ha fatto miracoli perché il suo porto non morisse, pagandone però un alto scotto. Adesso che il viadotto c’è, pronto all’uso, sarebbe criminale tardare anche solo un’altra settimana per riaprirlo. Si fa presto a sproloquiare sulla ripresa dell’economia, sui decreti di rilancio, sulla volontà di schiacciare l’acceleratore della macchina Italia.

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