Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Assoporti prepara la battaglia a Bruxelles

Rodolfo Giampieri

ROMA – Passiamo pure le festività, che valgono anche a Bruxelles dove il parlamento europeo è in questi giorni totalmente deserto. Ma con l’anno nuovo Rodolfo Giampieri per Assoporti – e il Governo italiano per quanto riguarda la sua rappresentanza – dovranno affrontare l’ennesimo “diktat” che la UE vuole imporci, ovvero la tassazione delle AdSP. Sarà una battaglia dura, ma a confortarci c’è la constatazione – ormai da lunga data – che a Bruxelles ogni giorno qualcuno si sveglia con idee che confrontate con le situazioni reali sembrano calate dalla Luna. Salvo poi calarsi spesso le braghe. Giampieri è un duro e la battaglia che ha preannunciato non è di secondo piano. C’è l’oggettiva speranza che abbia il concreto appoggio della politica italiana e che non sia condizionato dalle “elemosine” graziosamente promesse al sistema Italia.

[hidepost]

*

Forse era meglio quando andava peggio: ovvero quando tutti gli impegni delle varie commissioni europee erano dedicati a stabilire le misure ammesse per gli zucchini o per i preservativi. Una volta entrati nel settore della logistica, si stanno creando più danni che reali miglioramenti. Si vedano le grandi reti TEN-T di cui si sproloquia ormai da anni: dopo averle dichiarate obiettivi strategici “sine qua non”, ai quali uniformarsi senza se e senza ma, improvvisamente sta andando tutto all’aria o quasi, per accogliere le forti istanze (molte delle quali obiettivamente fondate) da chi era rimasto escluso. Tutto da rifare o quasi. Ma il problema è che per almeno cinque anni ci siamo dedicati a creare le condizioni per reti TEN-T che oggi vengono modificate. Questa è programmazione…

*

Torniamo al tema delle tasse sulle AdSP: una richiesta, a quanto dicono gli esperti, derivata dallo strabismo di Bruxelles che considera modelli portuali unici quelli del Nord Europa: dove però la portualità è gestita come impresa e non ha la configurazione di Authority pubblica come da noi. L’elasticità di comprendonio non è mai stata una delle maggiori doti di certe culture: e senza voler fare del razzismo, o riesumare le teorie del Lombroso, è chiaro che l’Unione Europea fa davvero fatica a considerarsi un’Europa di tante culture, tanti sistemi e tante realtà. Proveremo a ricordarle che, come ha scritto di recente (e con generale sorpresa) l“Economist” la nostra povera Italia è capace anche di diventare un modello sia in economia di crisi che in valori?

A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
22 Dicembre 2021

Potrebbe interessarti

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio