Barletta accelera sui moli foranei

BARI – Il MiTE ((Ministero della Transizione Ecologica) ha decretato la non assoggettabilità dell’opera “Lavori di prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta” alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).  

La decisione scaturisce all’esito di un complesso e lungo iter avviato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) e finalizzato alla realizzazione di un intervento che mira a ridurre drasticamente il fenomeno dell’insabbiamento della imboccatura e dell’intero bacino portuale; a potenziare notevolmente i parametri di sicurezza delle navi all’ormeggio e a migliorare la navigabilità.

Si accelerano, pertanto, i tempi per la realizzazione dell’opera. Il Dipartimento Tecnico dell’Ente, infatti, convocherà, già tra una decina di giorni, la Conferenza di Servizi che si chiuderà entro l’anno in corso; nei primi mesi del prossimo anno, invece, dopo l’indizione di una gara di appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera sarà avviato il cantiere.

L’Ente portuale aveva presentato al MiTE, quale autorità competente, una istanza di verifica, corredata da elaborata e dettagliata documentazione, affinché il Ministero, supportato anche dalle Regione Puglia, potesse esprimersi in merito alla assoggettabilità o meno dell’opera alla VIA. 

“In linea con la nostra vision strategica che prevede una infrastrutturazione ecosostenibile e biocompatibile dei porti del nostro Sistema, abbiamo progettato un intervento in grado di potenziare sensibilmente lo scalo portuale, in termini di funzionalità e di sicurezza, senza produrre alcun impatto sull’ambiente – commenta il presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi. Anzi. Come rilevato dallo stesso MiTE, le opere genereranno certamente un’azione complessivamente positiva, non solo nell’immediato, ma anche nel lungo periodo. Infatti – conclude Patroni Griffi -, quando i moli entreranno a regime sarà favorito il trasporto intermodale delle merci, un sistema che notoriamente contribuisce alla riduzione delle emissioni di biossido di Carbonio (CO2), generando rilevanti effetti positivi sulla qualità dell’aria”.

Gli interventi previsti nella progettazione tecnico funzionale sono:

• Allungamento del Molo di Tramontana di circa 500 m in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 m prevista dal Piano Regolatore Portuale vigente;

• Prolungamento del Molo di Levante di circa 140 metri;

• Escavo della zona retro-portuale, fino a 9,50 metri rispetto al livello del mare, estendendola leggermente verso la nuova imboccatura e verso il Molo di Levante, al fine di rendere più sicura la navigazione all’interno del porto, specie in condizioni meteo marine sfavorevoli;

• Il progetto non prevede la realizzazione del moletto o martello previsto dal PRP in quanto non coerente con l’ampliamento dell’area da dragare, né funzionale alla nuova configurazione della imboccatura.

Dalle analisi condotte sul ricambio idrico del bacino portuale, infine, si può ritenere che rispetto alla configurazione attuale, il layout di progetto non comporterà notevoli modifiche del tempo di ricambio.

La riduzione dell’insabbiamento dell’imboccatura del porto, inoltre, determinerà, nel tempo, una minore necessità di interventi di dragaggio dei fondali. 

L’importo previsto dell’opera è di circa 25 milioni di euro.

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