Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

L’Italia nel patto per il nucleare UE

PARIGI – Aggiungere 5⃣0⃣ nuovi GW di capacità installata entro il 2050, costruendo dai 3⃣0⃣ ai 4⃣5⃣ nuovi reattori fra impianti tradizionali e nuovi Small Modular Reactors, con il supporto della Commissione UE che deve inserire l’atomo a pieno titolo nella strategia di decarbonizzazione europea. 

Sono queste le richieste del club di 1⃣4⃣ paesi UE (più Italia e UK) che vogliono rilanciare il nucleare.

Al meeting che si è tenuto la settimana scorsa a Parigi si sono aggiunti anche l’Italia in qualità di paese osservatore, la Gran Bretagna come invitato speciale e la commissaria UE all’Energia Kadri Simson. Dopo la mozione sul nucleare  la dichiarazione finale del meeting è un altro passo del governo Meloni verso il ritorno dell’Italia al nucleare. Un ritorno che non ha bisogno, dal punto di vista legislativo, di nient’altro che l’inserimento dell’atomo nella strategia energetica nazionale: i referendum del 1987 e 2011 non hanno introdotto bandi né moratorie e non richiedono passaggi particolari per puntare di nuovo sul nucleare.

[hidepost]

“L’energia nucleare potrebbe fornire fino a 1⃣5⃣0⃣ GW di capacità elettrica entro il 2050 all’Unione Europea (contro i circa 1⃣0⃣0⃣ GW attuali). Ciò equivale a 3⃣0⃣4⃣5⃣ nuovi reattori di grandi dimensioni e piccoli reattori modulari (SMR) nell’UE e questi nuovi progetti garantirebbero anche il mantenimento dell’attuale quota del 2⃣5⃣% di produzione di elettricità nell’UE per l’energia nucleare”, recita il comunicato congiunto finale, sottoscritto da Francia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Ungheria, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia e Svezia, oltre a Italia e Gran Bretagna.

[/hidepost]

Pubblicato il
27 Maggio 2023

Potrebbe interessarti

Proposta dal Bureau Veritas Italia come strumento di garanzia

“Safe container”, una certificazione

Per ridurre i costi della sinistrosità, 6 miliardi di dollari all’anno, l’attestato di sicurezza - Ogni 5 anni i controlli sui Teu dry e ogni 2,5 anni, per quelli cisterna per merci pericolose

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio