C’è anche la Piombino dei… sospiri

PIOMBINO – Si lavora, si crea, s’investe. Eppure c’è anche chi sospira nella Piombino dei sospiri. Pare che siano in molti, a cominciare dalla stessa AdSP (del piombinese Luciano Guerrieri…che ne soffre più di tutti) per continuare con quella parte di imprenditoria portuale che da tempo attende una definizione delle concessioni demaniali in sospeso nel porto “nuovo”, ovvero quello realizzato con i fondi della mancata demolizione della Costa Concordia.

Anche la PIM, ovvero Piombino Industrie Marittime, malgrado continui a investire, con la prossima presentazione del nuovo grande capannone per costruzioni e refitting, ha i suoi sospiri: prima di tutti, a quello che si può capire, la mancanza di una banchina, “scippata” a suo tempo per piazzarvi il rigassificatore galleggiante di ENI.

PIM è nata, come ricorderemo, per operare su navi e imbarcazioni: l’averle tolto la banchina sta costringendo la joint-venture tra San Giorgio del Porto e Neri Group a rivedere parte dei suoi programmi, non senza problemi. Si aspetta anche, a quanto si dice, che lo “scippo” della banchina venga compensato da altre aree in concessione. Ma è sulle concessioni che nascono i problemi, perché ci sono parecchie richieste in competizione: tra queste, ancora quella di Manta (sbarco auto da nave) e l’importante richiesta di Gas and Heat Spa che non ha più spazi sul Canale dei Navicelli di Pisa.

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