Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Riforma dei porti, ok all’VIII commissione ma il governo ritarda i decreti sui dragaggi

L’atteso provvedimento sembra avviato finalmente verso l’approvazione, non senza resistenze e dubbi interpretativi – Il problema degli scarichi dei fanghi in mare e delle norme sui trattamenti a terra

ROMA – La notizia è che l’VIII commissione del Senato ha portato a buon fine un testo di riforma della riforma portuale che il governo sembra voler finalmente adottare.

[hidepost]La buona notizia è che il testo contiene alcuni elementi di grande interesse pratico, a partire dalle nuove norme semplificative sui dragaggi portuali che il “saggio” di Assoporti, il presidente dell’Authority di Piombino Luciano Guerrieri, giudica positive. L’altra buona notizia, sulla quale peraltro i pareri sono discordi – si legga a fianco quello dell’Utenza portuale – è che si è cercato di ridurre all’osso i “parlamentini”, cioè i comitati portuali, imponendo sia alle componenti imprenditoriali sia ai sindacati di accordarsi al loro interno per esprimere un solo rappresentante invece di molti. Meno gente a decidere, più facilità e rapidità di decisioni.

Il lungo e complesso testo licenziato dall’VIII commissione ha visto convergere sulla sostanza sia le posizioni di Luigi Grillo sia quelle di Marco Filippi, ovvero i senatori del centrodestra e del centrosinista. Rimane da capire adesso che cosa farà nel concreto il governo: se recepirà in toto il testo e lo trasformerà rapidamente in norma, o se invece lo metterà in coda al lungo treno delle leggi da approvare e far diventare operative. Le buone intenzioni, sottolineano al senato, ci sono. Ma a volte si ricorda che di buone intenzioni sono lastricate le strade che portano all’inferno.

C’è un precedente che spinge a non essere ottimisti. E riguarda le normative sui dragaggi portuali: urgentissime, considerate indispensabili per rimettere i porti italiani all’altezza dei concorrenti, più volte sollecitate, si sono annodate a lungo tra formule burocratiche aperte a svariate interpretazioni, per arrivare infine a una decisione che rimanda ad appositi decreti attuativi. Il problema è che i decreti dovevano essere emanati entro 45 giorni e invece sono passati due mesi dalla scadenza dei suddetti 45 giorni e ancora non s’è visto niente. Sarà che il ministero dell’Ambiente, coinvolto sulla vicenda, ha gli organici ridotti al lumicino ed è subissato di impegni (anche inutili o demagogici: si veda il “forcing” localistico sui bidoni della Gorgona). Fatto sta che mancano ancora i decreti su due fondamentali passaggi: quello degli scarichi dei fanghi di dragaggio in mare (quelli puliti) e quello che deve definire le caratteristiche dei trattamenti a terra dei fanghi non puliti. Due dettagli: ma senza i quali anche la riforma della riforma rischia di diventare poco più d’una grida manzoniana.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
1 Agosto 2012

Potrebbe interessarti

Festìna lente, anzi lentissimo

L’antica saggezza del suggerimento dell’imperatore Augusto, sembra diventata la guida più seguita non solo dalla politica nazionale ma anche dall’Authority di Livorno e Piombino. Dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo presidente, dopo tutta...

Leggi ancora

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio