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Siti SIN o SIR e il timore del Gattopardo

ROMA – L’ok del ministero dell’Ambiente è arrivato e a Firenze, come a Livorno, si festeggia: i siti SIN diventano siti SIR, ovvero da interesse nazionale passano a interesse regionale.
[hidepost]Di più: dalla perimetrazione “ostativa a tutto” verrà escluso, dicono coloro che hanno gestito il passaggio, quasi tutto il porto di Livorno, salvo alcune aree particolarmente inquinate (Eni, raffineria di Stanic, centrale Enel, anche esterne al porto) che rimangono SIN.
Tutti contenti dunque? Diciamo di si, anche a leggere le dichiarazioni di chi ha partecipato alla conferenza dei servizi al ministero per le istituzioni locali: l’assessore comunale Gulì e gli esponenti dell’Autorità portuale; ma anche il sindaco Cosimi e il presidente della Provincia Kutufà. E contenti loro, dovremmo accontentarci.
Rimangono, a voler fare i guastafeste per forza, parecchi nodi da sciogliere. Il primo: ma davvero la burocrazia ambientale della Regione sarà più celere e più permissiva di quella del ministero? C’è chi ne dubita. Il secondo: l’accordo firmato a Roma al ministero è solo una dichiarazione d’intenti, ma occorre un decreto ministeriale e tutte le approvazioni del caso, con una trafila che non sembra breve. Il sindaco Cosimi ha parlato di un mese o due di tempo, ma su questi temi spesso si pecca d’ottimismo. Terzo: SIN o SIR certe aree portuali rimangono vincolate e occorrerà bonificarle: chi pagherà, come pagherà e in che tempi pagherà è tutto da definire.
Ci viene in mente il famoso principio del Gattopardo: non è che si cambia tutto per non cambiare niente? Incrociamo le dita e pensiamo positivo…
A.F.

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Pubblicato il
12 Ottobre 2013

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