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La scomparsa di Luciano Politi

Luciano Politi

LIVORNO – Luciano Politi, ex portuale diventato imprenditore versatile e oculato, presenza storica non solo sulle banchine livornesi, non c’è più. Morto sabato notte forse per un infarto, stava per compiere 87 anni: un’età veneranda, ma che – come è già stato scritto di recente – non l’aveva toccato nelle facoltà intellettuali e nel suo spirito indomito di vecchio livornese curioso ed ironico. Il bar di via Grande verso il porto, diventato il suo “cenacolo” con gli amici di sempre, lo vedeva impegnato quasi ogni giorno in discussioni anche culturali, sulle sue note passioni da autodidatta in pittura, poesia, letteratura. E nel sostegno del “suo” quartiere Venezia per il Palio Marinaro.
[hidepost]In molti tra i meno giovani lo ricordano per i tanti aspetti della sua carriera, sempre legata al porto, alle banchine, alla logistica. Era un cervello vivace e a volte di intuizioni fulminanti, sempre pronto alla battuta ma anche all’approfondimento. Dopo essere stato portuale da banchina – il popolare Tru-Tru – poi dirigente della Compagnia, aveva intrapreso l’avventura di imprenditore nel settore degli imbarchi e sbarchi, operando anche nell’agenziamento marittimo con primarie compagnie mondiali. Tanti i progetti lanciati, alcuni dei quali andati a compimento come il TCO. Luciano Politi aveva infatti dato vita, con un gruppo di imprenditori portuali, al Terminal Calata Orlando: per la movimentazione dei rinfusi, con un occhio alle materie prime per il settore delle costruzioni edili e delle piastrelle, ma con una visuale allargata anche al carbone e ad altri combustibili solidi per le centrali elettriche. Sotto la sua guida il TCO ha avuto a lungo una stagione felice: certamente per il tempismo delle sue operazioni e per lo sviluppo dell’edilizia in Italia, ma anche per le intuizioni del mercato, nel quale l’ex portuale aveva un sesto senso insuperabile. Tanto che immediatamente prima che si aprisse la più pesante crisi mondiale della storia del dopoguerra, Politi riuscì a “sganciarsi” dal business, con una brillante plusvalenza. Ma era rimasto legato al porto, ai suoi problemi e alle sue speranze: interessandosi a ogni evento e naturalmente commentandolo a suo modo, con spirito caustico ma innamorato. Ad esequie avvenute, giungano ai familiari, agli amici e agli ex collaboratori tutti le condoglianze affettuose del nostro giornale.

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Pubblicato il
3 Dicembre 2014

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