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Per Confetra l’Antitrust costa troppo

ROMA – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fissato il contributo che le imprese dovranno versare a suo favore entro il prossimo luglio. E a sorpresa, sottolinea Confetra, non c’è nessuno sconto rispetto allo scorso anno.
[hidepost]“La decisione dell’Antitrust di mantenere inalterato l’onere sulle imprese viola i vincoli di spending review imposti dal Governo Renzi” sostiene Nereo Marcucci presidente della Confederazione dei Trasporti e della logistica le cui imprese contribuiscono annualmente al mantenimento dell’Antitrust per 1,5 milioni di euro.
Com’è noto, il costo di funzionamento dell’Antitrust, così come quello delle altre Autorità indipendenti, grava direttamente sul mondo produttivo. L’anno scorso il Governo con l’articolo 22 del DL 90/2014 sulla razionalizzazione della pubblica amministrazione ha imposto a tutte le Autorità di ridurre il costo del personale e i costi per servizi, fissando precisi obiettivi di spending review che avrebbero dovuto rivelarsi a favore delle imprese. Ma l’Antitrust, nella delibera che fissa le modalità di contribuzione agli oneri di funzionamento per l’anno 2015, non fa cenno a quelle disposizioni.
Secondo Confetra il Governo dovrebbe riportare in capo alla fiscalità generale il costo delle Autorità indipendenti, Autorità che negli ultimi anni si stanno moltiplicando senza peraltro che la loro funzione comporti un alleggerimento delle funzioni delle amministrazioni statali.

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Pubblicato il
25 Febbraio 2015

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