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Su pre-clearing e corridoi ferroviari due note dell’Agenzia delle Dogane

Indicazioni agli uffici periferici per armonizzare le procedure dello sdoganamento in mare – E per l’allargamento dell’esperimento Ikea tutte le prescrizioni per i punti di ricevimento

ROMA – Sull’estensione del pre-clearing anche ai ro/ro c’è stato di recente un esperimento ben riuscito sulle banchine livornesi. Adesso l’Agenzia delle Dogane ha affrontato con due recenti circolari l’allargamento del pre-clearing per le merci in arrivo nei porti nazionali, sulla base di normative UE ma anche nel tentativo di armonizzare quanto sta avvenendo nei singoli porti, spesso in base a iniziative locali concordate con gli uffici portuali delle dogane e le Autorità portuali e marittime. In particolare, un chiarimento teso ad armonizzare i sistemi è arrivato di recente con la nota 53187/2015 della settimana scorsa.
[hidepost]Vi si indica uno schema standard di disciplinare che consente una “uniforma applicazione delle procedure di sdoganamento anticipato” con le merci ancora in viaggio in mare.

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Con una ulteriore nota, la 53313/2015, l’Agenzia ha affrontato il dibattuto tema dei “corridoi” doganali, definendoli come corridoi ferroviari controllati, con il dichiarato scopo di alleggerire i congestionamenti nei porti. E’ un ingresso – non a gamba tesa come lamentano gli spedizionieri doganali ma comunque in pieno regime di dibattito – sulla polemica che è stata innescata dal “corridoio” per Ikea. La nota fornisce le istruzioni di partenza per attivare in linea sperimentale la movimentazione di containers dal punto di sbarco fino ai magazzini o ai terminal inland dove è prevista una temporanea custodia; allargando le precedenti istruzioni che riguardavano solo i retroporti e gli interporti anche ai depositi delle grandi aziende. Si stabilisce che il nodo logistico di destinazione dei “corridoi” deve poter ospitare anche gli uffici operativi degli altri controlli previsti dalla legge (sanitari) ove previsti. Occorre anche il permesso della temporanea custodia e ovviamente il raccordo ferroviario. In sostanza, una linea di indirizzo che si ritiene dovrà essere oggetto di approfondita analisi anche dalle associazioni degli spedizionieri e dalle altre categorie interessate alla logistica.

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Pubblicato il
16 Maggio 2015

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