Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Assoporti alla sfida sulla riforma

Tutti i principali temi sul tappeto per l’attesa revisione della legge 84/94 a cominciare dall’urgente semplificazione delle norme sui dragaggi – Le testimonianze europee

Pasqualino Monti

ROMA – L’appuntamento è con Assoporti, che affronta oggi nella consueta assise annuale, il tema dei temi: l’annunciata riforma della legge 84/94. Un’assemblea che il presidente Pasqualino Monti e il suo staff hanno preparato da tempo, superando tutta una serie di problemi non tanto organizzativi quanto “diplomatici”. Perché coinvolgere il ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio a chiudere l’assise ha voluto dire chiedere all’ex sottosegretario del premier di uscire dal vago su un tema che non sembra di sua esclusiva competenza, ma che coinvolge – almeno sull’aspetto della governance – anche la sua collega Madia nelle more della riforma della pubblica amministrazione. Le polemiche in merito sono note, le prese di posizione negative dei sindacati anche, i tanti “caveat” di tutte le componenti dei comitati portuali che si sentono a rischio di cancellazione pure.
[hidepost]Per di più Monti e i suoi hanno la navigazione resa difficile – o almeno poco facile – dalle mine costituite dai presidenti che si sono tirati fuori: il predecessore Luigi Merlo (che rappresenta il primo porto d’Italia) e il “guastatore” ravennate Di Marco, uno che non ha certo i peli sulla lingua nel criticare il governo e una Assoporti a suo dire troppo debole proprio sui temi della riforma.
Monti da parte sua spera di cavare un importante coniglio dal cilindro: una reale svolta di semplificazione sui dragaggi portuali, che sono diventati da anni la maledizione per la crescita dei porti in un quadro giuridico che non ha eguali in Europa per complicazione e velleitarismo pseudo-ambientale. Un intervento vero e sostanzioso su questo tema potrebbe bilanciare il permanere di indirizzi come quelli della revisione della governance che mirano a ridurre i pletorici e poco efficienti comitati portuali, dando più poteri ai presidenti e ai loro staff diretti, nell’ottica di una gestione aziendale efficiente, oggi assai difficile anche per i presidenti più dinamici.
Molte risposte dunque sono attese dall’assise di oggi: ovviamente dalla parte che rappresenterà il governo, ma anche dagli stessi vertici di Assoporti. Che hanno giustamente chiamato a partecipare anche esponenti importanti di quella portualità comunitaria che hanno già fatto – o almeno avviato – riforme altrettanto coraggiose di quella che aspettiamo in Italia. Un confronto in assemblea sarà importante. Ammesso che a Roma, nelle frenetiche bagarre che stanno accompagnando il governo di questi tempi, ci siano davvero orecchie per sentire. Auguriamocelo, insieme ai sinceri voti di buon lavoro.

[/hidepost]

Pubblicato il
22 Luglio 2015

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio