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Silos finalmente “sbloccato”

Guido Asti

L’immobiliare della Porto 2000 ha la disponibilità dell’ecomostro, ora con il Comune per una conversione funzionale

LIVORNO – E alla fine, sembra che la storia paradossale e rocambolesca del relitto del grande silos cerealicolo che incombe tra l’Alto Fondale e la Sgarallino – vero e proprio ecomostro sporco, brutto e …cattivo – sia arrivata a una svolta. Al termine di una lunga trafila, sia burocratica che giudiziaria, la Immobiliare della Porto 2000 presieduta da Guido Asti ha finalmente ottenuto la piena disponibilità del bene. Ed ha già elaborato due interessanti progetti per lo svuotamento della parte storica del possente (e degradato) manufatto, in vista di una possibile e auspicabile conversione del complesso in una struttura utile al porto o comunque alla città.

[hidepost]Dottor Asti, sembra che finalmente ci siamo, avete la disponibilità del maxi-rudere. E allora cominciamo dalla fine: che ci potete o volete fare?

”Il nostro compito era intanto quello di ottenere il bene. E c’è voluta una lunga battaglia giudiziaria su svariati fronti, che abbiamo vinto. Voglio ricordare qui solo un dato: nel 2001 il silos era stato venduto dalla società proprietaria, la “Silos Livornesi” alla società Archiplan di Varese che voleva farci un albergo e un maxi-parcheggio a più piani. Non se n’è mai fatto di niente ma ci sono voluti anni, compreso il subentro all’Archiplan di una società svizzera, per definire attraverso vari passaggi giudiziari lo sfratto e il ritorno della disponibilità del bene alla nostra società. Che si è subito attivata, nei mesi scorsi, per un primo step concreto: come svuotare il vecchio silos (che va mantenuto all’esterno perché protetto dalla Sovrintendenza) e abbassare o abbattere la parte più recente. Due esigenze prioritarie per poter offrire poi la struttura ad eventuali nuovi utilizzatori”.

Nella foto: l’interno del Silos

Svuotare una enorme costruzione in cemento armato vecchia di circa cent’anni non dev’essere facile né economico.

”Facile non proprio, ma dai due progetti che abbiamo fatto realizzare risulta fattibile e risulta anche che i costi sarebbero più che compatibili con un utilizzo successivo. Tra l’altro lo svuotamento può avvenire senza compromettere il territorio circostante, ottenendo volumi per almeno 8 piani nella parte storica, con una specie di attico dal panorama mozzafiato”.

Quindi adesso siete pronti a mettere sul mercato immobiliare l’ecomostro della Sgarallino: che finirà la propria storia come già avvenuto con gli analoghi silos a La Spezia, Genova, Trieste, eccetera…

”Con la non piccola differenza che il nostro è vincolato dalla Sovrintendenza, quindi non può essere abbattuto tout-court come altri. In quanto a metterlo sul mercato, ancora non ci siamo perché occorrono gli strumenti urbanistici del waterfront da concordare con il Comune. Ma proprio in questi giorni incontreremo il sindaco Nogarin e i suoi tecnici per verificare la comune volontà di affrontare il progetto. Siamo consapevoli che può essere una importante occasione per il porto, per il waterfront cittadino e per l’intera economia livornese. Sperando che ci sia la comune, auspicata volontà di collaborare per una soluzione che tornerà certo ad onore di tutte le istituzioni coinvolte. Mi auguro davvero di poter presto dare la buona notizia che si può procedere con un progetto inserito nella pianificazione urbana e portuale”.

A. F.[/hidepost]

Pubblicato il
19 Settembre 2015

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