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A Livorno vertice per i Ro/Ro

LIVORNO – E alla fine, il toro è stato preso per le corna, come dice il proverbio. Un “contratto di rete” che impegni le imprese interessate a collaborare tra di loro per incrementare la competitività del porto in uno dei traffici leader di Livorno: quello dei Ro/Ro, ovvero dei traghetti merci che sbarcano e imbarcano veicoli gommati.
[hidepost]Sarà questa una delle proposte che il commissario dell’Autorità Portuale labronica, Giuliano Gallanti, sottoporrà mercoledì 27 gennaio all’attenzione dei tre terminalisti Ro/Ro Sintermar, Lucarelli Terminal Livorno e Livorno Terminal Mediterraneo, in una riunione in Capitaneria organizzata congiuntamente con il comandante del porto, capitano di vascello Vincenzo Di Marco.
Si tratta della prima riunione che il commissario Gallanti organizza sull’argomento con la proposta del contratto di rete, prevista dalla legge 33 del 2009. L’obiettivo è quello di riordinare il porto sulla base delle predisposizioni del Piano Regolatore Portuale approvato il 25 marzo scorso, ponendo fine alle promiscuità relative alle destinazioni d’uso dei fronti di banchine e delle aree di servizio retrostanti.
La questione del riordino degli ambiti portuali – ha scritto in una nota palazzo Rosciano – che si è concretizzata con il P.O.T. 2013/2015, è stata una delle sfide più importanti che l’amministrazione Gallanti-Provinciali ha cercato di affrontare da quando è al timone dello scalo labronico. Con il nuovo PRP sono state individuate le aree e le infrastrutture portuali ed è stata assegnata loro da subito una specifica funzione logistica. Ora si tratta di passare dai progetti ai fatti: una riorganizzazione più efficiente degli spazi dedicati ai rotabili è una delle priorità per il 2016.
«La creazione del Polo Unico per la gestione dei Ro/Ro – ha detto il commissario Giuliano Gallanti – è uno dei punti qualificanti del Piano Regolatore Portuale. Dopo esserci concentrati sulla predisposizione dei documenti per la gara finalizzata alla realizzazione della prima fase della Piattaforma Europa, è ora giunto il momento di affrontare il problema; una comunità portuale si riconosce quando alcune porzioni dell’interesse individuale vengono sacrificate in nome dell’interesse collettivo: se uniscono le forze, le imprese Ro/Ro avranno la possibilità di raggiungere obiettivi di sviluppo superiori a quelli che riuscirebbero a perseguire singolarmente».

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Pubblicato il
23 Gennaio 2016

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