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Otto step per il “Sistema”

Le urgenze in attesa della Piattaforma Europa

Riprendiamo dal recente forum sull’economia livornese l’intervento del presidente di Confetra Nereo Marcucci sul “Sistema” portuale toscano.

Nereo Marcucci

LIVORNO – Localmente disponiamo di un sistema logistico articolato su 4 pilastri (porto di Livorno, porto di Piombino, Interporti di Guasticce e Prato). I porti di Livorno e Piombino – con il loro Piani regolatori approvati – rispondono al criterio di immediata cantierabilità degli interventi infrastrutturali. Il punto è coordinarli al meglio per evitare forme di concorrenza al ribasso. Non può sfuggire la novità rappresentata dalla nuova dimensione del porto di Piombino che da porto quasi esclusivamente di cabotaggio nazionale (fatta eccezione per la parte al servizio dell’acciaieria) offre infrastrutture per dimensione e pescaggi idonee ai traffici internazionali e transoceanici.
[hidepost]L’indirizzo dato dalla Regione con la Piattaforma Europa per il traffico contenitori a Livorno e con le attività di tipo industriale e logistico a Piombino hanno bisogno di conferme dal mercato. La realizzazione di idonee infrastrutture ferroviarie e viarie (queste ultime indispensabili per Piombino) completerà un disegno organico ed una offerta organizzata di ottimo livello. L’interporto di Guasticce, come giustamente è stato rilevato dal Sindaco di Collesalvetti, potrà svolgere funzioni retroportuali ed offrirsi ad insediamenti produttivi che seppure debolmente stanno accennando a ritornare in Europa in aree che possano godere di relazioni immediate con il mare. La politica nazionale di internazionalizzazione di almeno 20.000 pmi potrà aiutare questa prospettiva. La Toscana logistica avrà dunque un futuro se la regia di promozione delle sue infrastrutture sarà al più presto unitaria e regionale accompagnandone le evoluzioni a partire da quelle più mature come quelle di Piombino. ll porto di Livorno non può attendere la Piattaforma Europa ma deve poter contare su alcuni step. Eccoli.
1) la possibilità di realizzare escavi sversando i materiali a mare grazie ad una moratoria quinquennale dell’accordo internazionale FrancoItaloMonegasco sul santuario dei cetacei;
2) l’accelerazione della realizzazione degli ulteriori necessari collegamenti ferroviari in grande sintonia con il Ministero delle Infrastrutture e trasporti che dimostra, nei fatti, una attenzione prima sconosciuta all’argomento;
3) l’allargamento della propria area di influenza (grazie alle possibilità offerte dalla nuova infrastruttura ferroviaria che sarà ultimata già nel 2016 in Darsena Toscana;
4) si evita una concorrenza interna insensata superando la proliferazione dell’offerta in spazi residuali. Si incentivano integrazioni e reti tra soggetti imprenditoriali;
5) si delocalizza il terminal contenitori offrendo spazi alla vocazione multifunzionale del porto i cui operatori hanno la capacità di cogliere opportunità diverse offerte da mercati in crescita per merci non unitizzate (Paesi rivieraschi, America latina, ecc);
6) si coglie ogni occasione per razionalizzare l’offerta in eccesso;
7) si riesce ad attrarre investimenti privati come segno di validità economica delle diverse iniziative;
8) si verifica annualmente il rispetto, salvo eccezioni, dei Piani di Attività alla base delle “concessioni demaniali marittime” riducendo lo spazio o il tempo in caso di sottoutilizzazione.
Nereo Marcucci

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Pubblicato il
2 Marzo 2016

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