Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

L’Asamar e il ruolo nel “sistema”

LIVORNO – Dal convegno dell’Asamar di lunedì scorso sono state messe in evidenza, oltre ai consueti temi che ormai rappresentano il leit motiv dei numerosissimi talk-show sulla riforma portuale, due aspetti che ci sono sembrati importanti e che val la pena di ribadire.
[hidepost]Il primo è che l’Autorità di sistema tra Livorno e Piombino non solo non è in discussione, ma è bene accetta da tutti: a cominciare dal governatore Rossi al “consigliore” di Delrio, il giovane e pimpante Ivano Russo: ma specialmente – ed è quello che per noi conta di più – da tutto il cluster marittimo e dagli esponenti dell’operatività reale. Bene hanno fatto Gallanti e Guerrieri, nel corso della tavola rotonda, ha insisterci sopra. E non è poco, visto il clima in tante altre regioni, dove ci si prepara a guerre di pollaio per fusioni anche meno significative.
Il secondo aspetto del convegno è il ruolo assunto da Asamar: non solo nell’occasione, ma ribadito ulteriormente. Che è quello di farsi portavoce – ascoltato, come si è visto: sia da Firenze che da Roma – dell’intera portualità della costa, senza posizioni barricadiere o di retroguardia, ma anzi con un impegno propositivo. Un bell’assist, ci è sembrato, a quello che le due Autorità portuali stanno facendo, qualche volta anche poco compreso. Il ritornare da parte di Rossi sul tema della competitività del porto è sembrato a molti poco più di uno slogan, visto che proprio in questi giorni sono in corso interventi storici: dal maxi-dragaggio in Darsena Toscana (ed Enio Lorenzini in corridoio si diceva stupito dalla velocità ed efficienza dell’operazione, mai vista prima così) alla rivoluzione degli accosti ro/ro e ro/pax grazie alla trasformazione del parcheggio Azzini (andatela a vedere la zona, com’è cambiata), dall’impegno per il porto Mediceo al silenzioso, ma costante rapporto collaborativo tra gli uffici livornesi e piombinesi. In sostanza, il porto cresce e gli agenti marittimi dei due scali sembrano maturi per assumere quelle responsabilità che non saranno certo ridotte dalla cancellazione dei comitati portuali d’oggi, pretorici e vagamente demagogici.
Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
16 Aprile 2016

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio