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L’ANCIP sul “clima” della portualità

ROMA – L’ANCIP, l’associazione delle compagnie portuali, “esprime forte perplessità e timore per il clima che si sta creando nel mondo della portualità italiana. Da sempre in primo piano nel criticare e stigmatizzare il comportamento di quei presidenti e di quei funzionari che non applicano le normative che riguardano il lavoro nei porti e di quanti non intervengono a sanzionare e reprimere atteggiamenti che violano palesemente le leggi, continua la nota – assistiamo oggi ad una serie di iniziative e decisioni che non riusciamo a comprendere.

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L’applicazione pedissequa ed acritica di normative già di per sé contraddittorie e di difficile interpretazione ha penalizzato il Porto di Trieste provocando la reazione di tutta la portualità e di tutta la città. A Venezia si assiste all’ennesimo tentativo di bloccare l’attività di una Autorità che sta lavorando per la salvaguardia del porto e dei suoi operatori. La mancata approvazione del bilancio per motivi che al momento appaiono pretestuosi e strumentali è la dimostrazione dei danni che una comunità può subire quando la discussione che dovrebbe essere apolitica e tecnica si trasforma in ostruzione e porta nelle attività economiche quotidiane i veti e gli sgambetti spesso a fini elettorali. Quando il risultato di un’azione volta a paralizzare e a demolire indebolisce tutto il sistema, il danno è collettivo e grave. In un momento di crisi gravissima – conclude ANCIP – quando si cerca di uscire dalle difficoltà, non poter gestire la cosa pubblica con energia e prontezza è letale”.

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Pubblicato il
24 Giugno 2020

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