Tempo per la lettura: 2 minuti

Pescatori? Sono liberi grazie a me

LIVORNO – Non ditemi che non ci credete: è proprio vero, i pescatori di Mazara del Vallo che i libici hanno tenuto prigionieri in fetide baracche per oltre cento giorni, sono stati liberati solo grazie a una mia determinante telefonata al cugino di uno zio del nonno del generale Haftar. Non lo sapevate, vero? Una vecchia conoscenza: durante una delle mie spedizioni nel Magreb – ora ve lo posso rivelare – facevamo amichevolmente a gara di velocità su cammelli mehari.

[hidepost]

Mi atteggio a mosca cocchiera? E allora, sono in buona compagnia. Il premier Conte e il ministro degli esteri Di Maio sono andati trionfalmente a liberare i poveri pescatori grazie a un ricostituito buon rapporto con Haftar. Però il presidente francese Macron ha dichiarato che è stato il suo intervento a sbloccare tutto. Berlusconi da parte sua ha dichiarato (riportato sulla radio di Forza Italia) che è stata determinante una sua telefonata a Putin. Poi si sono vantati il capo dei turchi Erdogan, l’egiziano Al-Sisi, e indirettamente anche Salvini: perché se a suo tempo non avesse catturato i quattro scafisti che sono stati scambiati con i pescatori, non avremo potuto fare il (mortificante) baratto.

Sul ruolo dei nostri poveri servizi segreti, e sul prezzo (ignoto) pagato oltre la mortificazione degli scafisti, silenzio. Come diceva “Lui” – reminiscenza di quando ero Figlio della Lupa – bisogna “credere, obbedire e combattere”. Beh, eliminiamo il combattere, perché non ci siamo tagliati. Sul credere e obbedire – anche sulle fake news – a quanto pare va meglio.

Ci credete dunque a tutte questi determinanti interventi? Allora dovete credere anche al mio. Davvero, che nostalgia di quelle corse nel deserto con il cugino dello zio del nonno del generale.

A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
30 Dicembre 2020

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio