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Bocca sud no al dragaggio (per ora)

LIVORNO – Come a dire: non c’è mai limite al peggio.  Perché a mettersi di traverso alla partenza della pratica per dragare la bocca sud del porto labronico – pratica totalmente istituita, finanziata e progettata – è caduto come un fulmine a ciel sereno l’arresto del provveditore alle opere pubbliche della Toscana, l’ingegner De Sanctis. Così la riunione definitiva al provveditorato di Firenze, programmata in un primo tempo proprio per oggi per avere l’ultimo e definitivo ok, è ovviamente saltata e se andrà bene potrà esserci solo il mese prossimo (se proprio andrà bene, fanno sapere da Firenze). Insomma, per Livorno piove sul bagnato.
E’ invece sfuggito alla mannaia dell’arresto il dragaggio del lato sud del molo Italia, che ha avuto tutti i permessi necessari e che dovrebbe cominciare forse questa settimana o poco oltre. Con la promessa che sarà completato entro la fine di maggio, portando l‘attuale fondale di 9 metri a circa 13 metri, quanto basta per le più grandi navi oggi ammesse nel Mediterraneo.
Certo, lo stop al dragaggio della bocca sud non ci voleva. Anche perché, insieme all’allargamento e all’approfondimento della “strettoia” del Marzocco, faceva parte delle solenni promesse della Port Authority alle due compagnie che operano in Darsena Toscana con le navi più grandi, la Zim e specialmente la Yang-Ming (che ha le navi più larghe in assoluto). C’è solo da sperare che gli uffici fiorentini delegati ai permessi non rimangano a lungo acefali, e che comunque ci si metta la mano sulla coscienza e si sblocchi velocemente la pratica.
Altrimenti ancora una volta, un (pur legittimo e doveroso) intervento della magistratura rischierà di produrre danni devastanti al sistema imprenditoriale marittimo.
A.F.

Pubblicato il
24 Febbraio 2010

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