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Moby va in Borsa

Chiesta l’ammissione nel più prestigioso segmento “Star” – L’interesse per Tirrenia e per Toremar

Vincenzo Onorato

MILANO – La compagnia italiana di traghetti dell’armatore Vincenzo Onorato, la Moby Lines che ha come simbolo la balena azzurra, ha ufficializzato la decisione di quotarsi in borsa. La compagnia ha reso noto di aver depositato sia alla borsa Italiana sia alla Consob la richiesta di ammissione a quotazione delle azioni ordinarie per il mercato telematico se possibile nel più prestigioso “segmento Star”. La richiesta riguarda anche l’autorizzazione a pubblicare il prospetto informativo dell’iniziativa, come peraltro deliberato dall’assemblea dei soci il 12 aprile scorso. Nel processo in corso sono stati scelti come consulenti l’Advisory VSL srl, e come global coordinator, Joint Bookrunner responsabile del collocamento ed Unicredit Corporate & Investment Banking. Altri consulenti sono i branch di Deutsche Bank sia a Londra che a Milano, più vari specialisti in campo legale e di comunicazione.

Siamo dunque alla fase conclusiva di un processo partito da lontano, che vede il gruppo facente capo ad Onorato – nel quale hanno un ruolo non marginale anche importanti fondi d’investimento – proiettato verso una ulteriore crescita nel comparto del medio ed alto Tirreno. Vincenzo Onorato stesso, nel presentare una nuova linea di traghetti passeggeri e merci tra Livorno, Bastia e Tolone, ha recentemente dichiarato che la sua compagnia intende crescere specialmente nel settore delle Autostrade del mare. E si è candidato per la gara di privatizzazione della Tirrenia, che sta per essere lanciata dallo Stato. Pressoché in contemporanea Moby non solo ha acquistato nuove navi – una delle quali, il supertraghetto Moby Corse entrerà prossimamente in linea su Corsica e Francia dalla Toscana – ma ha anche potenziato i suoi collegamenti tra Piombino e l’Elba ed ha espresso formalmente l’interesse anche per la privatizzazione della Toremar, la compagnia pubblica di navigazione che opera sull’arcipelago toscano.

Pubblicato il
21 Aprile 2010

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