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L’IPSEMA sulla vertenza amianto

ROMA – La tormentata vicenda dell’accertamento dell’esposizione a fibre di amianto per i marittimi torna al centro del dibattito parlamentare attraverso un ulteriore quesito che interessa il mondo del Naviglio di Stato.

La competenza della certificazione per i marittimi militari è compito, da sempre, dell’INAIL diversamente dal resto della categoria dei lavoratori marittimi che è affidata all’IPSEMA.

“Si tratta di una frammentazione delle competenze tra i due Istituti – ha scritto sulla lettera firmata dal presidente del CIV dell’Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo, Giovanni Guerisoli e indirizzata al presidente della Commissione Lavoro Senato, il senatore Pasquale Giuliano e ai componenti della Commissione stessa – che rende ancora più complessa l’attività di certificazione dell’IPSEMA, ma soprattutto è foriera di numerosi dubbi per i lavoratori marittimi, già interessati da molteplici difficoltà circa il riconoscimento dei benefici previdenziali per l’amianto.

Infatti, per effetto dell’attuale normativa le domande presentate all’INAIL dai lavoratori marittimi sono state immediatamente trasferite, per competenza, all’ IPSEMA che ne ha avviato l’istruttoria”. “Qualora, però, – continua la lettera del CIV – pervengano all’Istituto delle domande di marittimi che abbiano prestato servizio su navi militari, queste devono essere trasmesse alle sedi INAIL competenti; qualora, invece, il marittimo chieda il riconoscimento oltre che per il periodo di navigazione su navi della marina mercantile anche del periodo di navigazione su navi militari, in tal caso l’Istituto dovrà procedere con l’accertamento dell’esposizione riguardante il primo periodo, interessando, per il restante periodo, la sede Inail competente”.

Il CIV dell’Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo chiede quindi, alla Commissione Lavoro, in occasione della discussione in corso sull’art. 20 DDL 1167 b-bis, di affidare all’IPSEMA la competenza sull’accertamento, per il Naviglio di Stato, dell’esposizione dei marittimi militari a fibre di amianto, poiché, conclude il presidente Guerisoli “è evidente come una parcellizzazione della stessa domanda sottoposta a competenze separate e iter procedurali differenti non rappresenta certo un buon punto di partenza per garantire efficienza ed economicità dell’azione amministrativa con probabile nocumento dei diritti dei lavoratori”.

Pubblicato il
29 Maggio 2010

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