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L’aeroporto Galilei punta alla Cina con un volo diretto Pisa-Shanghai

Potrebbe avere il via l’anno prossimo con la compagnia China Eastern – La crescita intercontinentale favorita anche dalla qualità delle piste

Gina Giani

PISA – Non ne parlano per scaramanzia, ma nel mondo aeroportuale italiano gira ormai da qualche tempo la voce che il “Galilei” di Pisa stia per fare il suo secondo colpaccio intercontinentale: dopo il diretto Pisa-New York con Delta, ormai entrato nel terzo anno di operatività, nel 2012 potrebbe arrivare anche un Pisa-Shanghai con la China Eastern. Conferme in questa direzione arrivano anche dall’assessorato ai Trasporti della Toscana, che starebbe facendo il possibile per appoggiare la cosa. Non dimenticando che proprio alla periferia di Firenze, in area Prato, vive la più grande e la più integrata comunità cinese d’Italia, con una percentuale di imprenditori che non ha eguali. E non dimenticando che i traffici portuali con la Cina rappresentano una voce crescente anche per il porto di Livorno, dove alcuni operatori si sono talmente globalizzati da passare metà del proprio tempo proprio in Cina (vedi Antonio Maneschi, già presidente dell’Asamar livornese ed agente di alcune delle più grandi realtà marittime con sede a Shanghai).

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La crescita internazionale dello scalo pisano è anche naturalmente favorita, rispetto a tutti i concorrenti più diretti, dal fatto di avere piste senza ostacoli naturali, tra le più lunghe d’Italia e adatte anche alle nuovissime tipologie di aerei con autonomia intercontinentale.

Parlare del Pisa-Shanghai con Gina Giani è impossibile. L’amministratore delegato di Sat, la società che gestisce il Galilei, parla volentieri di tutto quello che è stato realizzato, ma non dei progetti futuribili, anche se quello in questione viene dato ormai per certo da molte fonti. La Giani è tosta e lo sa. Il più bel complimento gliel’hanno fatto nei giorni scorsi con due paginate su “Il Secolo XIX” di Genova, che ha accusato l’aeroporto locale di essersela fatta scappare quando era stata candidata come direttore generale del Cristoforo Colombo. E giù lodi alla manager dello scalo concorrente, che a trent’anni e partita dalla gavetta era già direttore commerciale dopo una serie di corsi di specializzazione finanziaria e logistica alla Bocconi di Milano e negli Usa.

Insomma, altro che concorrenza tra il Galilei di Pisa e il Vespucci di Firenze, qui cominciano ad essere preoccupati anche il Colombo di Genova oltre che gli altri scali del centro Italia, compreso quello oggi in gran spolvero di Bologna. Ed a quanto pare, è la “manina” di Gina Giani ad aver fatto la differenza secondo gli scornacchiati concorrenti.

A.F.

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Pubblicato il
2 Marzo 2011

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