Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Pesce d’aprile per i noli containers aumentano specie sul Nord America

Gli incrementi sono già stati annunciati da MSC e Maersk ma altri seguiranno – Anche sulle rotte con il Far East annunciati maggiori costi – C’è chi risparmia andando più piano

ROMA – Se l’aumento dei noli su una tratta marittima è indice di una ripresa della domanda, si potrebbe dire che sul Nord Atlantico le cose vanno non male per gli armatori del comparto containers.

[hidepost]

A breve distanza l’una dall’altra, due importanti compagnie hanno annunciato aumenti tariffari: la MSC dal 1º aprile aumenterà di 200 dollari la tariffa per i 20 piedi e di 300 dollari per i 40 piedi sulle esportazioni verso gli Usa da Italia, Francia Mediterranea, Spagna e Israele.

Anche Maersk in pari data applicherà un “general Rate Increase” (Gri) di 300 dollari per container da tutte le spedizioni che riguarderanno il Mediterraneo, in partenza e in arrivo, per ogni tipo di contenitore, su Stati Uniti, Canada e Guam.

Infine Cosco Container Lines aumenta i costi di trasporto dei contenitori dall’Asia all’Europa (e sull’altra parte del globo dall’Asia all’America del nord) con effetto dal 1º aprile e con un maggior nolo generale di 300 dollari per ogni teu.

Gli aumenti dei noli vengono giustificati in particolare con il forte aumento del costo del greggio, che si riflette sul bunker e quindi sui consumi. Le fullcontainer da parte loro non possono risparmiare riducendo di molto la velocità, come avviene con le navi cisterna, perché per le prime conta in particolare la velocità di consegna e quindi i consumi non possono essere ridotti. L’attuale crisi petrolifera, che rischia di durare a lungo malgrado le promesse della Libia di Gheddafi di riprendere a breve le forniture, sta paradossalmente favorendo proprio la flotta cisterniera mondiale, che riducendo la velocità delle navi (da 1 a 2 nodi) allunga i tempi di consegna ma costringe a rimettere in servizio navi che erano state poste “in naftalina” dalla caduta mondiale dei consumi per far fronte alla maggiore richiesta dai produttori che continuano a rifornire il mercato, tra cui l’Arabia Saudita e la Russia. Il taglio della velocità delle petroliere può portare a risparmi importanti, nell’ordine di 40 mila dollari a viaggio per una traversata dal Golfo Persico all’Europa del nord.

[/hidepost]

Pubblicato il
19 Marzo 2011

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio