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Seminario FITA anche a Livorno su costi e normative

Nella foto: (da sinistra) l’avvocato Andrea Tracci, il presidente regionale Cna Fita Franco Coppelli e il coordinatore Cna Fita Livorno Dario Talini.

LIVORNO – La CNA locale ha organizzato sabato scorso presso la propria sede un seminario sulle novità normative che sono state recentemente introdotte in materia di autotrasporto. L’incontro, moderato dal coordinatore sindacale della CNA dottor Dario Talini, ha visto la partecipazione di una nutrita rappresentanza della categoria (nelle sue diverse tipologie: società, padroncini e consorzi per un totale di circa 700 mezzi), ed ha avuto come fine primario quello di fornire agli addetti gli strumenti tecnici per affrontare tutte le novità: dall’applicazione dei costi minimi di esercizio, i tempi di pagamento, i contratti di trasporto, i tempi di carico e di scarico merci, fino alle responsabilità del committente e vettore. “Una materia rimaneggiata, i cui provvedimenti, per varie ragioni, si sono susseguiti in modo non organico” ha detto il relatore avvocato Andrea Tracci dello Studio TDP Avvocati Associati di Genova, nel ripercorrere il tracciato normativo degli ultimi 6 anni.

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La riforma dell’autotrasporto inizia con la legge delega del 2005 n. 32 i cui principi contengono tra l’altro il superamento delle tariffe a forcella (in realtà inapplicate) con la libera contrattazione. La materia viene riaffrontata nella Legge 127 del 2010 che introduce i costi minimi di esercizio, prevedendo anche la forma scritta dei contratti, al fine di garantire al vettore la copertura minimale dei costi assicurando così il rispetto dei parametri di sicurezza normativamente previsti. Inoltre la legge prevedeva l’intervento dell’Osservatorio sull’attività di autotrasporto per la definizione dei minimi contrattuali entro un periodo dato e giunto a scadenza il 12 giugno scorso. Ad oggi pertanto in mancanza di pubblicazione dei costi minimi, come già previsto dalla legge (D.L.286/2005) si applica ai contratti scritti il regime tariffario già previsto per i contratti verbali che tiene conto delle due componenti di costo (gasolio e costi diversi) secondo i parametri, questi si calcolati e pubblicati dal Ministero dei trasporti. Spiegato l’iter si è aperto il confronto con la platea: al di là delle domande di chiarimento sui temi esposti le reazioni sono state inizialmente piuttosto discordanti circa l’opportunità e la possibilità di utilizzo delle nuove normative in vigore. I vari interventi sono stati accomunati da una considerazione: partendo da un riconosciuto ed oggettivo stato di difficoltà del settore e considerando l’incidenza del forte aumento del gasolio nell’ultimo periodo ne va a conseguire a norma di legge un sostanziale adeguamento delle tariffe minime con ricadute ai danni del committente. Il timore che ne deriva è che chiedendo questo adeguamento ci possa essere un rifiuto da parte del committente che può disporre di una forte presenza sul mercato di vettori fuori regola. Oggettivamente la concorrenza sleale va a tutto discapito della sicurezza del trasporto e del rispetto dei tempi di riposo e permette un forte abbattimento dei costi, di qui, pur nella necessità di avere garantito un minimo di economicità, il timore di andare fuori mercato rispetto agli irregolari. Le conclusioni dell’incontro sono state tratte dal presidente regionale della Cna Fita Franco Coppelli che ha richiamato all’unità interna per sostenere le tariffe di minimo comunque ritenute un importante passo a favore della categoria confidando sul controllo serrato atto a colpire gli irregolari da parte delle autorità competenti e dichiarando l’impegno ad una pressione comune sui committenti perché si adeguino alle nuove tariffe anche per non incorrere loro stessi nelle sanzioni previste dalla legge a chi si approfitti di quote sotto i minimi. Naturalmente nella filiera del mercato questo aggravio al committente comporterà delle ripercussioni all’economia dello stesso che si vedrà a sua volta costretto ad un aumento delle tariffe. Quindi il problema non è di semplice soluzione e la via d’uscita consisterà probabilmente nella visione di insieme dell’intera filiera uscendo dall’ottica settoriale. La riunione si è conclusa con l’impegno di un incontro a settembre per una verifica dei risultati raggiunti in questo periodo con il fermo proposito, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, principalmente economici, di entrare immediatamente in forme di lotta.

Cinzia Garofoli

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Pubblicato il
20 Luglio 2011

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