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Massimo Provinciali l’asso di Gallanti alla sua segreteria

LIVORNO – Dunque, come sempre, i giochi li ha fatti principalmente la politica: nel senso che per la segreteria generale dell’Authority portuale labronica, le categorie economico/marittime ne escono sconfitte.

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Il comitato portuale di giovedì scorso, dove da mesi si spingeva per la scelta di un operativo livornese (Federico Barbera) o comunque di un tecnico puro (c’era tra le proposte in ballo anche il nome di Vincenzo Ciccone, già dirigente non schierato politicamente del ministero delle Infrastrutture) ha approvato all’unanimità la proposta del presidente Gallanti di nominare il dottor Massimo Provinciali che entrerà in carica entro una decina di giorni.

Provinciali è anch’egli un tecnico (è stato direttore generale dei porti nel ministero oggi di Matteoli, quando era ministro Burlando), è indubbiamente un tecnico capace ed è relativamente giovane (poco più che cinquantenne): tra l’altro, ottimo velista e appassionato di regate. Ma secondo i commenti fuori dal comitato (e qualcuno anche dentro) Provinciali ha come maggior dote per l’incarico il fatto di essere strettamente di sinistra, anzi area a sinistra del Pd. Come del resto Gallanti quando faceva politica attiva. Dalla direzione dei porti fu allontanato proprio da Matteoli, che oggi – vedi la nemesi – se lo ritrova come segretario generale del porto “di casa”. Ancora un’annotazione: Livorno diventa uno dei pochi porti dove la sinistra ha fatto cappotto, non avendo rispettato la regola (mai scritta: ma il manuale Cencelli non è stato dimenticato) di avere un’alternanza politica tra le due principali cariche dell’Authority. E’ uno smacco anche per la Cilp dei portuali, che già deve ingoiare il “niet” di Gallanti al Taf per i forestali, sentenza comunque rinviata al prossimo comitato di fine mese. Dal comitato, anche il temporaneo “niet” – già espresso in commissione consultiva – all’autoproduzione per i traghetti di Forship. Malgrado la legge lo consenta e gli stessi traghetti l’abbiano da tempo in altri porti. Ne riparleremo.

Sulla segreteria generale, poco conta il fatto che sia stata amplificata su certa stampa livornese la bocciatura del gradimento che il Pd locale aveva invece espresso per candidati che Gallanti ha bocciato: prima Barbera, poi nei giorni scorsi Mario Sommariva, uomo di fiducia dei portuali (di cui è stato a lungo sindacalista) e attuale segretario generale a Bari. Enzo Raugei, sempre pacato, si è lasciato sfuggire tra amici un commento significativo. Da un pò di tempo,- avrebbe detto – essere stati in qualche modo vicini ai portuali sembra diventato a Livorno un marchio d’infamia”. Se davvero l’ha detto, fa riflettere.

Massimo Provinciali ha comunque un profilo professionale (oltre che politico) nettamente più elevato di Sommariva e da questo punto di vista la scelta di Gallanti – indipendentemente dalle decisioni del comitato portuale e dall’ok a denti stretti che è venuto in zona Cesarini dalla Regione e dal Comune – non può che essere apprezzata. Rimane un dettaglio non di poco conto, che sta già creando qualche “mugugno” (visto che il porto è genovesizzato, usiamo il termine utilizzato sotto la Lanterna): evidentemente i livornesi dello scalo non sono capaci di esprimere una personalità capace di reggere l’Autorità Portuale, nè alla presidenza nè alla segreteria generale. E in attesa di ulteriori genovesizzazioni (l’ipotesi di Carena al posto di Michenzi non è certo tramontata: potrebbe diventare realtà a novembre) non ci resta che ricordare i livornesi alla guida di altri porti (Canepa, Dassatti, per esempio) o addirittura alla guida dell’associazione dei porti (Nerli). Per consolarci all’ombra dei Quattro Mori ci resta poco altro.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
17 Settembre 2011
Ultima modifica
19 Settembre 2011 - ora: 08:40

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