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Crociere: riflessioni su Venezia

VENEZIA – Qualche sabato fa sono andato a fare una passeggiata lungo la diga di Punta Sabbioni e, verso le ore 18:30, ho visto transitare in uscita la nave MSC Magnifica che navigava alla velocità di circa sei nodi.

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Mia moglie, di origine ligure, che a volte si fa suggestionare dalle notizie dei giornali, mi ha fatto notare le dimensioni rilevanti della parte emersa (opera morta) del natante; con garbo l’ho pregata di osservare come lo scafo (opera viva) non procurava alcuna onda ne alcun risucchio lungo la nave e lungo le rive.

Contestualmente è passato un natante di una quindicina di metri, che viaggiava alla velocità di circa dieci nodi e che procurava onde rilevanti e risucchio in uno specchio d’acqua molto esteso. A quel punto anche mia moglie ha convenuto che le grandi navi sono più un problema estetico ed emotivo che altro.

Premesso che è impensabile pensare di portare le navi passeggeri a Marghera, come è altrettanto assurdo pensare di allontanarle dal nostro scalo (Trieste, Ravenna, Koper, Parenzo, Pola non aspettano altro), al fine di tutelare Venezia, tenuto conto che il moto ondoso è funzione della velocità della nave dislocante e dell’inverso della radice quadrata della sua lunghezza al galleggiamento, i veri tecnici veneziani, come il povero ingegnere navale Vedovato, suggeriscono: a) eseguire lo scavo e quindi la manutenzione in modo omogeneo del canale di grande navigazione, riportando i fondali al minimo già previsto all’origine progettuale, perché portando la profondità del canale dai nove metri attuali agli undici del 1935 viene ridotto l’abbassamento transitorio del livello del liquido ai lati della nave; b) raccomandare ai comandi delle navi in transito di navigare sulla mezzaria dei canali quindi sulla cunetta; c) imporre alle grandi navi da passeggeri l’uso di almeno un rimorchiatore al cavo di poppa e con leggero tiro a marcia indietro dello stesso rimorchiatore per aumentare l’efficienza della manovrabilità della nave costretta a velocità inferiore a sei nodi, meglio ancora la presenza di un secondo rimorchiatore di assistenza libero da cavo.

Ultima riflessione: l’America’s CUP è stata un successo per la nostra città, tutto il mondo ha potuto godere direttamente questa nostra meravigliosa realtà, gli effetti promozionali saranno enormi ed ancor più le navi da crociera pretenderanno di fare riferimento al nostro scalo.

In una situazione economica difficile quale è quella attuale, credo proprio che non sia pensabile rinunciare con leggerezza ad opportunità così favorevoli per l’economia e l’occupazione giovanile veneziana, anche tenuto conto della prospettiva a breve per il porto della perdita di oltre sei milioni di t. di crude oil con i relativi riflessi per il futuro del porto medesimo ed in particolare per i servizi tecnico nautici.

Pier Luigi Penzo

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Pubblicato il
26 Maggio 2012

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