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Agelp Livorno, rischio default?

Una nota di Assoterminal che respinge le accuse alle imprese private sul lavoro temporaneo

LIVORNO – E’ Bruno Pulcrano, per Assoterminal, a intervenire sull’amara vicenda dell’Agelp labronica, ovvero l’agenzia per il lavoro temporaneo che rischia di chiudere lasciando sulla strada oltre sessanta lavoratori.

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L’Agelp ha difficoltà soprattutto in tema di dissesto finanziario – scrive Pulcrano – e ritiene più che condivisibile quanto affermato di recente anche da altre categorie: “In un porto come il nostro, in cui c’è bisogno nel momento di picchi di lavoro di mano d’opera qualificata per sopperire alle varie necessità, ci si domanda come sia stato possibile il verificarsi di una situazione così grave per chi ha avuto il vantaggio di poter essere l’unico soggetto autorizzato in porto a fornire mano d’opera”.

Secondo Assoterminal lo scarso avviamento del personale, forse dipendente anche dai costi e il dissesto finanziario ha determinato per tale organizzazione la possibile chiusura di un’attività utile a tutto il comparto.

L’eventuale decisione di mettere in liquidazione l’Agelp sarebbe però un danno – scrive Assoterminal – per tutta la collettività portuale.

“Vanno sicuramente trovati tutti gli strumenti perché in un’ottica imprenditoriale siano riassorbiti i crediti ad oggi maturati e si proceda a costi concorrenziali ad offrire un servizio qualificato nei momenti di picchi di lavoro.

“Sotto questo aspetto i 64 lavoratori Agelp hanno la piena solidarietà della nostra categoria – scrive Assoterminal – che propone un tavolo di trattative per offrire il proprio appoggio perché si risolva al meglio questa questione.

“L’addossare poi le colpe di certi fallimenti imprenditoriali esclusivamente al di fuori di un sistema anacronistico basato su inefficienze e scarsa produttività – conclude polemicamente Assoterminal – o peggio millantare sistematicamente, come negli ultimi vent’anni l’esistenza di un Far West in cui le regole non vengono rispettate dagli operatori e/o controllate da chi è preposto, dimostra l’incapacità di rapportarsi al mercato e di non aver capito che il sistema è cambiato radicalmente, mettendo quotidianamente alla prova ogni operatore che voglia mantenere e incrementare il proprio lavoro per se stesso, per i propri dipendenti e per tutta la collettività portuale”.

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Pubblicato il
16 Giugno 2012

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