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Alberto Ricci presidente a Livorno dell’Associazione degli industriali

Amara tavola rotonda sui tanti pronlemi delle imprese e le discrasie con le istituzioni

Alberto Ricci

LIVORNO – L’Associazione industriali, ovvero la Confindustria della provincia livornese, ha chiuso il quadriennio presidenziale di Andrea Gemignani eleggendo al suo posto Alberto Ricci, già vicepresidente e titolare di imprese nel comparto costruzioni che occupano circa 30 dipendenti. Una successione senza scosse – è stato sottolineato – in un’atmosfera per le imprese tutt’altro che brillante, sia per la crisi internazionale che continua a massacrare quasi tutti i comparti imprenditoriali, sia per lo scontro con le istituzioni locali, evidenziato anche dalla totale assenza di rappresentanti del Comune e della Provincia all’assemblea stessa.

La parte pubblica dell’assemblea è stata aperta dal saluto istituzionale del presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi (che ha citato malignamente la celebre frase di Luigi Einaudi sulle imprese che lavorano, producono, s’ingegnano e crescono malgrado i poteri pubblici facciano tutto per metter loro bastoni tra le ruote con tasse e burocrazia) e si è sviluppata nella relazione di fine mandato di Gemignani. Che ha colto sia le istanze delle imprese, sia le carenze delle istituzioni, sia i riflessi della crisi internazionale, porti e trasporti compresi.

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E’ seguita la tavola rotonda tra Mirella Bologna (Trenitalia), Giuliano Gallanti (Port Authority), Gina Giani (aeroporto Galilei), Luciano Guerrieri (Port Authority di Piombino) e Marco Susini (Interporto Vespucci) con il direttore del Tirreno Roberto Bernabò nel ruolo di moderatore.

I temi emersi sono quelli che da mesi – se non da anni – si susseguono sulle cronache: con tante diagnosi dei mali dell’economia imprenditoriale locale – compreso il prelievo fiscale che ormai supera il 68,6%, un record mondiale aggravato dalla burocrazia altrettanto vessatoria – ma poche indicazioni di terapie. E alla lista delle realtà da troppo tempo invano attese che aveva fatto Gemignani (nuovo termovalorizzatore, dragaggi portuali, pianificazione del territorio, soluzione non massacrante per la bonifica dei Sin, collegamenti ferroviari con i porti di Livorno e Piombino, annullamento della vessatoria e non legittima tassa regionale sulle concessioni portuali) si sono aggiunti i problemi evidenziati dagli interventi della tavola rotonda. Anche Trenitalia, che pure ha annunciato per il 2015 (ma che tempi lunghi …) i collegamenti diretti tra Darsena Toscana e rete cargo, li ha di fatto condizionati ai dragaggi portuali per far arrivare navi più moderne ed economicamente produttive. Da parte sua Gallanti ha ricordato quanto faticosamente sta facendo la sua Authority, in una realtà portuale ancora oggi senza una pianificazione del territorio della controparte pubblica, invitando ancora una volta a far squadra invece di procedere in scontri infiniti tra pollai. E sulle sinergie con l’aeroporto e il porto si è espressa Gina Giani, mentre Luciano Guerrieri ha riferito sull’eterno dilemma di un raccordo superstradale e ferroviario tra le sue banchine – che crescono e annotano successi come la nuova linea veloce dell’Elba Ferry – continuamente rinviato alle calende.

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Pubblicato il
20 Giugno 2012

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