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Centoventi miliardi dall’economia del mare…

ROMA – C’è la speranza, ma purtroppo non c’è la certezza, che chi ci governa ne tenga conto. Parliamo del Rapporto di Unioncamere di Commercio, presentato di recente allo “Yacht Med Festival” di Gaeta, secondo il quale l’economia del mare ha prodotto, dal 2009 al 2011, qualcosa come 120 miliardi di euro all’anno con circa 210 mila aziende che vi operano e che malgrado la crisi sono cresciute più del 3% e hanno creato altri 11 mila posti di lavoro.
[hidepost]Per economia del mare – ha specificato Unioncamere – s’intende tutto quello che fa parte dello shipping e della portualità ma non solo: dai porti – sia quelli di prima grandezza ai porticcioli turistici – alle attività del turismo, della nautica, della pesca e degli allevamenti ittici. Le 210 mila imprese censite nel periodo in esame vedono al primo posto il settore del turismo (45,6%) ed al secondo il comparto ittico (19,8%) mentre la cantieristica segue al terzo posto con il 15,2%. E all’interno della cantieristica figurano non solo i grandi complessi che costruiscono o fanno manutenzione alle navi, ma anche i cantieri nautici e i loro interventi accessori.
Altro elemento certificato da Unioncamere è il ritorno degli investimenti. Nel campo dell’economia del mare, chi investe 1000 euro se ne vede ritornare quasi 2000 in un giro di tempo minore che in altri comparti. Significativo, ma anche comprensibile per le motivazioni geografiche, che il 40% delle aziende del mare e il 64% degli occupati gravitino in quattro regioni meridionali. Ma vanno forte anche la Liguria, il Veneto e – potrebbe sembrare una contraddizione – la Lombardia, dove hanno sede centinaia di piccoli e medi cantieri specialmente per il diporto nautico.
Qual’è il messaggio? E’ che l’economia del mare, per quanto vessata da disinteresse e croniche “persecuzioni” burocratico-fiscali, potrebbe rappresentare un elemento di crescita importante se ci fossero davvero provvedimenti concreti a suo vantaggio. Invece se ne occupano in pochi, specialmente a livello di governo centrale. All’insegna della antica canzoncina. “Finché la barca va…”. Ma davvero, fino a quando andrà?
A.F.

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Pubblicato il
8 Maggio 2013

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