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Rivedere strategie UE sui cantieri

TRIESTE – E sul tema delle normative UE in arrivo per cantieri e porti la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha scritto così al governo.
[hidepost]”Gli stati membri e in particolare l’Italia invitino la Commissione Europea a rivedere la strategia per la cantieristica navale alla luce delle evoluzioni del mercato e dell’industria e, contestualmente, di allargarla agli altri ambiti marittimi”. La richiesta è contenuta in una lettera firmata oltre che dalla presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani anche dai presidenti di Campania, Liguria, Marche, Toscana e Sicilia. E’ stata indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato in vista della prossima riunione del Consiglio dei Ministri Europei sulla Competitività del 29-30 maggio 2013. “La cantieristica è un settore particolarmente importante per la nostra realtà – spiega Serracchiani – e quindi l’attenzione della Regione Friuli Venezia Giulia è sempre alta, per la presenza sul suo territorio sia della sede centrale della Fincantieri sia dell’importante cantiere navale di Monfalcone, cui si aggiunge una significativa presenza di imprese medie e piccole operanti nelle costruzioni navali. La revisione della strategia comunitaria per la cantieristica navale alla luce delle evoluzioni del mercato e dell’industria delineata nella strategia «LeaderSHIP 2020» tiene conto esplicitamente anche delle particolari esigenze delle piccole e medie imprese del settore”. Il rapporto «Leadership 2020, il mare, Nuove Opportunità per il Futuro» è stato presentato a Bruxelles il 20 febbraio scorso e alla sua stesura hanno collaborato anche le sei Regioni italiane che hanno promosso una visione positiva per il futuro basata sulla differenziazione innovativa e la diversificazione delle industrie marittime attraverso le strategie di Smart Specialization nella prossima programmazione dei Fondi Strutturali 2014-2020. Nella lettera al ministro Zanonato le Regioni rilevano che “in Italia esiste una positiva intesa tra tutti gli attori nazionali, regionali, industriali e scientifici che sta permettendo la creazione del Cluster Nazionale delle tecnologie del Mare”.

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Pubblicato il
22 Maggio 2013

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