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“Concordia”, conto alla rovescia

Si lavora anche di notte per completare gli apprestamenti- I tempi previsti per rimetterlo a galla

GIGLIO ISOLA – Gli ultimi dettagli operativi per tentare l’operazione di raddrizzamento del relitto della “Costa Concordia” sono stati completati in questi ultimi giorni, lavorando a pieno ritmo anche durante la notte (nella foto, il cantiere intorno al relitto durante le operazioni notturne). E’ stato anche sistemato sotto la prua lo speciale sponson (casso) sagomato a culla che ha rappresentato una delle più difficili costruzioni dei supporti per raddrizzare il relitto.
[hidepost]Nei prossimi giorni gli operatori di Titan-Micoperi lavoreranno sia per alleggerire dall’acqua l’interno della parte immersa che è stata possibile rendere stagna: sia per riempire progressivamente d’acqua gli sponsons saldati sulla fiancata emersa, che con il loro peso dovranno contribuire alla rotazione del relitto. L’intera operazione di raddrizzamento, come abbiamo già scritto, dovrebbe compiersi in circa 12 ore agendo sia sui pesi degli sponsons pieni d’acqua, sia sui martinetti collegati alle catene a loro volta ancorate a punti fissi di forza.
Rimangono ovviamente numerose incognite: la prima delle quali riguarda la tenuta della struttura dello scafo, che in un anno e mezzo di immersione ha certamente subito forti lesioni. Le ispezioni subacquee si sono spinte fino dove era possibile, ma tutto il lato di dritta della nave che appoggia sul fondo rappresenta ovviamente un’incognita. Molta attenzione viene dedicata a mantenere per quanto possibile integro il relitto anche per la pietosa ricerca dei corpi delle vittime ancora disperse.
Costa Concordia non ha ancora sciolto il nodo di “dove” il relitto sarà trasferito una volta che venga reso possibile il suo rigalleggiamento. Ma ormai è dato per scontato che se si dovesse – riuscire – come si spera – a raddrizzare il relitto facendolo appoggiare su quella specie di terrazza artificiale d’acciaio e cemento creata subito sotto la carena, saranno comunque necessari altri mesi per poter rimetterlo in galleggiamento. E solo una volta riportato a galla quel che resta della grande nave, sarà possibile stabilire – in base alle sue condizioni – dove rimorchiarlo per la demolizione. Su queste scelte pesa anche l’incognita della sorte dell’attuale governo nazionale: se dovesse saltare all’inizio di autunno, come alcune voci vanno sostenendo, potrebbero anche essere modificate le normative che ad oggi favoriscono il trasferimento del relitto a Piombino nell’ambito degli accordi con la Regione Toscana.

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Pubblicato il
28 Agosto 2013

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