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I passaggi, i tempi, le speranze

LIVORNO – Si può tirare un respirone di sollievo adesso che anche l’inattesa (non era stata prevista in partenza) simulazione in 3D delle manovre alla calata Orlando è stata completata con successo?
[hidepost]Piano: nel paese delle mille burocrazie, il cammino del piano regolatore del porto si prospetta ancora lungo. E non senza incognite. La prima delle quali sembra essere la volontà del Comune ad accettare in toto quanto programmato dall’Autorità portuale per l’area crociere e per il relativo waterfront. Non ci sono segnali dichiarati di contrarietà: ma si coglie una certa indeterminatezza degli atteggiamenti, sebbene il sindaco Nogarin – che si è tenuto la delega al porto – sia nei colloqui con Gallanti e Provinciali, sia in comitato portuale, si sia dichiarato disponibile. Il nodo, a quanto pare, sta nella privatizzazione della Porto 2000, intorno alla quale si sono agitati e continuano ad agitarsi un po’ tutti: a torto e a ragione.
Torniamo all’iter del piano regolatore. Se entro la fine di settembre il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici l’avrà approvato, la palla tornerà alla Regione per la VAS, ovvero la definitiva valutazione ambientale. Finito? Nemmeno per idea. Spetterà al Comune discutere ed approvare in consiglio la variante del waterfront e l’adeguamento del regolamento urbanistico. E’ ipotizzabile che vada tutto liscio, che nessuno abbia niente da obiettare, che nel clima non propriamente idilliaco che regna in municipio si voglia spianare la strada a un evento così importante sotto tutti gli aspetti, politici, sociali ed economici?
Speriamo di si. Ma non è ancora finita. Perché l’ultimo atto sarà una conferenza di servizi che il Comune dovrà convocare tra tutti gli enti interessati alla procedura: la Regione, la Provincia, l’Authority portuale e forse qualche altro. Solo dopo quest’ultimo passaggio, e ammesso che non ci siano sorprese, il piano tornerà a Roma per essere definitivamente trasformato in atto ufficiale e quindi “spendibile”.
Il che comporterà naturalmente altri tempi, più o meno lunghi, ed altri passaggi. Uno per tutti: il finanziamento di realizzazioni importanti come la Piattaforma Europa, che sarebbe ingenuo pensare possa arrivare dallo Stato. Indiscrezioni parlano di interessi cinesi, di Banca europea, di Cassa Depositi e prestiti, ed altro ancora. Ma il capitolo è ancora alle premesse. Intanto speriamo di cavarcela sui tempi quasi biblici delle approvazioni tecniche. In attesa delle semplificazioni promesse da Renzi…
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
27 Agosto 2014

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