Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

L’autostrada eterna incompiuta torna in forse per la rinuncia SAT?

Secondo i “rumors” subentrerebbe nella concessione la società Autostrade Spa che però è sempre stata molto tiepida – Chiesti chiarimenti e l’eventuale intervento dell’Anas

FIRENZE – La società SAT vorrebbe uscire dall’autostrada tirrenica, di cui è stato realizzato ad oggi solo il tratto livornese di pochi chilometri a nord di Cecina. E il governatore della Toscana Enrico Rossi, furibondo per l’anticipazione che è uscita qualche giorno fa su un quotidiano romano, chiede che se fosse vero, invece di passar la mano ad Autostrade Spa (indiscrezione dello stesso giornale) che su questo progetto è stata sempre piuttosto fredda (farebbe concorrenza alla A-1) il governo faccia intervenire Anas. Che è società pubblica, ha professionalità adeguate e con i 270 milioni promessi dallo stesso governo per il completamento dell’opera, potrebbe realizzarla in tempi relativamente brevi.
[hidepost]Rossi ha chiamato all’appello i parlamentari di tutte le forze politiche perchè diano una mano a scongiurare il pericolo di cancellare definitivamente l’autostrada tirrenica. E gli ha fatto eco il sottosegretario alle infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini, che si è detto anch’egli preoccupato dell’aria che tira su questa eterna incompiuta. La SAT, ha ribadito Nencini, ultimamente ha chiesto al governo 270 milioni per andare avanti sui lavori iniziati subito a nord di Civitavecchia, ma ad oggi non si è impegnata sull’intera opera. E per il famoso itinerario E-1, cioè il collegamento autostradale tra la Manica e Reggio Calabria, lo smacco di questa soluzione di continuità proprio in Toscana tra Livorno e Civitavecchia rappresenta un “vulnus” su cui ci irride (e condanna) tutta l’Europa.
E’ ormai passato mezzo secolo da quando si è cominciato a combattere per questa autostrada che già dagli anni ’50 era considerata essenziale. Alla sua realizzazione si sono poi agganciati altri itinerari altrettanto importanti, come la famosa e soffertissima “bretella” tra Piombino e Follonica (la 398), indispensabile anche per lo sviluppo del porto toscano, mille volte promessa e mille volte tradita. Ma nessuno è mai riuscito a venirne a capo: nemmeno l’allora ministro Altero Matteoli, che nei governi Berlusconi da buon toscano si era impegnato in prima persona, ricavandone una serie di schiaffi in faccia specialmente dalla “Atene rossa” di Capalbio che contro l’autostrada ha sempre fatto le barricate. E ora si rischia davvero di tornare punto e a capo.

[/hidepost]

Pubblicato il
27 Settembre 2014

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio