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Merci pericolose in treno innovazione e tracciamento

Progetti pilota trans-nazionali e collaborazione tra i paesi dell’Europa Centrale

Lorenzo Forcieri

LA SPEZIA – Nell’Auditorium dell’Autorità portuale: industria chimica e associazioni scientifiche europee hanno discusso sul tracciamento delle merci pericolose via treno. Allo studio molte soluzioni innovative. Hanno partecipato i rappresentanti di associazioni di industrie chimiche e istituzioni scientifiche provenienti da Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Austria, Slovenia e Italia. Al centro della giornata di studio, il progetto di cooperazione a livello europeo ChemLog T&T Tracking and Tracing solutions for Improvement, il cui obiettivo principale consiste nel volere superare le barriere esistenti per il trasporto intermodale transnazionale nelle direttrici Ovest-Est e Est-Ovest avviando un ampio processo di scambio di esperienze e favorire lo sviluppo di sistemi di tracciabilità e monitoraggio delle merci pericolose.
[hidepost]Inoltre, tra le altre cose, ChemLog intende facilitare il trasferimento del trasporto merci dalla gomma al ferro e ridurre le emissioni di gas serra; migliorare la safety&security, l’affidabilità e l’efficienza del trasporto intermodale di merci pericolose.
“Non è un caso che la terza ed ultima Dissemination Conference si sia svolta alla Spezia – ha detto il presidente Lorenzo Forcieri -. Infatti il nostro porto, unico in Italia coinvolto come partner del progetto, ha portato il suo know how come scalo che detiene la più alta percentuale in Italia di trasporto ferroviario via treno (35%). Un’altra delle eccellenze del nostro scalo a livello non solo nazionale”.
Presso l’auditorium dell’AP i partners del progetto hanno presentato i risultati finali dei progetti pilota sviluppati per la sperimentazione pratica del monitoraggio e tracciamento delle merci pericolose e hanno discusso con i rappresentanti del settore logistico e dell’industria. Lo scambio di esperienze, infatti, è fondamentale per il miglioramento della catena logistica delle merci pericolose in Europa centrale e orientale.
A livello locale sono stati coinvolti La Spezia Container Terminal e Sogemar, che hanno contribuito allo sviluppo del “Progetto Pilota” grazie al quale è stato possibile tracciare un container mediante installazione di una OBU (on board unit) in partenza dal porto della Spezia fino a Melzo (Mi) e ritorno. E’ stato seguito tutto il percorso del container, ricevendo in tempo reale i dati sul suo stato. Dati che hanno permesso di verificare il trasporto in sicurezza del contenitore.
“Questo tipo di progetto – ha detto Federica Montaresi, ingegnere responsabile dei Progetti Speciali dell’AP -, ha inoltre permesso di condividere con gli altri partner la nostra esperienza nella gestione delle merci pericolose all’interno delle aree portuali attraverso l’impiego del sistema Hack Pack che permette di gestire in sicurezza lo stoccaggio della movimentazione delle merci pericolose all’interno dei terminal”.
Quattro i progetti pilota transnazionali per testare gli strumenti di Tracking&Tracing lungo alcuni importanti corridoi di trasporto: PEC II o III dalla Germania alla Polonia (fino alla Russia); PEC V da Italia – Slovenia e Ungheria (fino a Ucraina); da Austria, Slovacchia in Ungheria; dalla Germania, Repubblica Ceca in Slovacchia (fino a Ucraina). I partners del progetto, oltre all’Autorità Portuale della Spezia, sono il ministero dell’Economia Saxony-Anhalt; il ministero dei Trasporti e Sviluppo Regionale Sassonia-Anhalt; lnstitute for Structural Policy and Economic Development; Otto von Guericke University Magdeburg; la Camera Polacca dell’Industria Chimica; l’Associazione ceca delle industrie chimiche; l’Usti Region; FH OÖ Forschungs & Entwicklungs GmbH /Logistikum; l’Associazione slovacca delle industrie chimiche e farmaceutiche; la Provincia di Novara; l’Hungarian Transit Economy Office; l’Università di Maribor; Circle Srl; CIMA – Centro internazionale di monitoraggio ambientale.

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Pubblicato il
3 Dicembre 2014

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