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La ripresa secondo Grimaldi

NAPOLI – “Il settore del trasporto marittimo è in ripresa”: parola di Manuel Grimaldi, presidente di Confitarma e del gruppo che porta il suo nome. “I traffici containers in Italia rimangono schiacciati all’import in tutti i livelli”: parola invece di Gian Enzo Duci, presidente di Assagenti Genova.
[hidepost]Sembrano due dichiarazioni antitetiche, peraltro apparse nello stesso giorno sul giornale della Confindustria. Duci si è basato in particolare sull’analisi presentata di recente nel convegno dei giovani di Assagenti relativo a dove vanno e da dove vengono i contenitori. E commentando i dati non certo esaltanti degli ultimi tempi, ha sottolineato che se l’export è stato favorito dal calo dell’euro sul dollaro “con la caduta del prezzo dei carburanti ci si aspettava un aumento dei consumi ma il cambio si è mangiato tutti i vantaggi, e gli armatori hanno preferito farsi la guerra abbassando i noli sui containers”.
L’analisi di Manuel Grimaldi, che investe non solo il settore containers ma anche gli altri traffici con particolare riferimento ai ro/ro e alla cantieristica, sembra nettamente più ottimistica. Parlando al Master In Shipping di Napoli Grimaldi ha fatto un quadro decisamente positivo già per l’anno in corso. In sintesi: Fincantieri ha ordini, tra in essere e in arrivo, di quasi 14 miliardi; FCA produrrà in Italia per 5 miliardi all’anno, in gran parte destinati a produrre traffici marittimi in partenza; il made in Italy è tornato competitivo grazie al cambio ma anche alla crescita della fiducia; il credito è tornato a correre. E per quanto riguarda il gruppo Grimaldi, che è tra i primi al mondo nel settore dei ro/ro, entro la metà dell’anno prossimo arriveranno ben 8 navi nuove dai cantieri asiatici mentre partirà a breve un ulteriore ordine di 5 navi da 7 mila auto ciascuna per spedire le vetture dal Mediterraneo al Nord America.
E allora? Sembrano visioni davvero opposte quella di Grimaldi e di Duci. Ma la chiave vera di lettura è un’altra: sia il presidente di Assagenti che quello del gruppo Grimaldi sottolineano che è necessaria una visione nuova, quella degli operatori della logistica rispetto a quella ormai superata di operatori dello shipping. E per operare nella logistica bisogna allargare le idee anche ai terminals, alle prospettive ed opportunità dell’intera “catena”, con le necessarie diversificazioni. Concetti già sentiti, ma fino a ieri da parte degli studiosi e degli analisti. Che stiano finalmente arrivando a calarsi, e non solo per Grimaldi che è molto avanti, anche sul piano operativo concreto?
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
18 Aprile 2015

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