Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

E Federagenti richiama Roma per Venezia

VENEZIA – Ancora una volta nella politica relativa al mare ed al turismo l’Italia sembra colpita dal masochismo del rinvio delle decisioni.
[hidepost]“Grandi navi da crociera nella laguna di Venezia: decidere e decidere subito” è stato nei giorni scorsi l’appello, al momento rimasto senza risposte concrete, degli agenti marittimi del Veneto. Dopo le polemiche seguite alla sentenza del Tar Veneto che rende percorribile solo la soluzione del nuovo canale Tresse Est-Vittorio Emanuele, l’Associazione agenti marittimi del Veneto per voce del suo presidente Alessandro Santi, ha denunciato lo “stallo istituzionale” che sta di fatto privando il porto e la città di una delle più importanti risorse economiche.
“Il vero problema – afferma il presidente – è che ad oggi nessuna risposta a livello nazionale è stata fornita agli armatori e agli operatori del settore con una conseguenza ben più grave dei già ingenti danni economici: l’immagine del nostro Paese, che viene amplificata a livello mondiale da un mercato così sensibile come quello delle crociere, è quella di uno Stato incapace di compiere scelte strategiche di lungo periodo; le scelte impegnative, e talvolta a rischio di impopolarità, sono puntualmente sacrificate sull’altare di un facile consenso”.
La cancellazione di Venezia e dell’Adriatico dai circuiti crocieristici più importanti ed esclusivi – prosegue Santi – è ormai una certezza; paradossalmente l’esclusione delle navi più grandi, e quindi meno moderne, sta facendo di Venezia un approdo privilegiato di mezzi spesso datati e sicuramente di minore appeal per una clientela sempre più esigente”.
Da queste considerazioni deriva la decisione degli agenti marittimi di Venezia, in stretto coordinamento con la Federazione nazionale di categoria, Federagenti, di lanciare un ennesimo appello al Governo, affinché vengano individuate scelte strategiche mature in tempi brevi, e contemporaneamente vengano riviste le limitazioni tecniche in vigore: “Vanno applicate – conclude Santi – norme ragionevoli per il periodo transitorio (fino alla realizzazione di una via di transito alternativa al bacino di San Marco), traguardando prioritariamente la qualità del traffico navale e non inseguendo falsi obiettivi di sicurezza solo strumentalmente ricondotti alla dimensione delle navi da crociera”.

[/hidepost]

Pubblicato il
19 Agosto 2015

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio