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CNA-Fita e gli sconti

La confederazione insiste sulla proposta di trasformare i rimborsi in riduzioni dai concessionari

Cinzia Franchini

ROMA – Continua la paradossale vicenda dell’autostrada Bre.Be.Mi (Brescia, Bergamo, Milano) dove lo scontro di proposte è ormai al calor bianco. Secondo una nota di CNA-Fita è stato confermato con chiarezza che la proposta avanzata da tempo dalla federazione “non solo è possibile ma anche praticabile”. Si tratta di trasformare gli attuali rimborsi dei pedaggi per l’autotrasporto in conto terzi (che in Italia movimenta quasi il 90% delle merci), incentivati dallo Stato per 180 milioni di euro l’anno, in sconti erogati direttamente dagli stessi concessionari. Proprio così come già avviene sulla Bre.Be.Mi e come riportato dal sito www.brebemi.it “Grazie all’iniziativa delle Concessionaria autostradali Brebemi S.p.A. e Tangenziale Esterna S.p.A., in collaborazione con la società Telepass, sono attive fino al 31 dicembre 2015 le agevolazioni tariffarie sul sistema autostradale A35/A58.
[hidepost]Le agevolazioni tariffarie sono valide per tutti i clienti Telepass, privi di vincoli. Lo sconto è pari al 15% dell’intero pedaggio”. In questo caso, come già sull’autostrada “A4” per i pendolari, lo sconto lo erogano agli utenti direttamente i concessionari autostradali, attraverso l’utilizzo del Telepass.
Infatti se per qualche singolare ragione che a noi sfugge – dice ancora CNA-Fita – dobbiamo continuare a concedere risorse pubbliche a fondo perduto ai concessionari autostradali, ci chiediamo se non sia arrivato il momento che il Governo e il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Delrio, possano finalmente chiedere e ottenere in cambio qualche beneficio non solo utile ma anche più che legittimo.
Il caso Bre.Be.Mi. è emblematico: un progetto che negli slogan iniziali doveva essere totalmente finanziato da privati e finito con lo Stato italiano garante di tutto e di tutti. L’ultimo “pacco dono” recapitato dal CIPE alla Bre.Be.Mi., nei giorni scorsi, ci pare contenere importanti “sorprese”: dall’erogazione di 320 milioni di fondi pubblici agli imprenditori privati che hanno costruito e possiedono l’autostrada (sempre i soliti), alla durata della concessione da 20 a 26 anni, 40 milioni con cui si faranno svincoli per deviarci il traffico, per finire con l’impegno che alla scadenza della concessione l’autostrada verrà acquistata dallo Stato per una somma già definita di 1,2 miliardi di euro.
Se da un lato quindi gli imprenditori delle autostrade sono oggetto di simili “concessioni” da parte del Governo, dall’altro quelli del trasporto merci e persone in conto terzi (oltre a tutti gli utenti delle autostrade), sono ancora in attesa di sapere se il ministero accorderà o meno (noi ci auguriamo ovviamente di no) gli ennesimi aumenti richiesti da Aiscat sui pedaggi autostradali che ricordiamo, in questi anni di crisi, ha ottenuto utili e plusvalenze completamente disallineate dalla congiuntura economica critica che tutto il Paese ha subito.

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Pubblicato il
26 Agosto 2015

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