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Porte aperte a Venezia in visita alle eccellenze

La realtà di Porto Marghera illustrata dai protagonisti dei servizi, dai rimorchiatori ai piloti

VENEZIA – In occasione della manifestazione “Open Factory” l’Autorità Portuale di Venezia ha coinvolto istituzioni e imprese private operanti del porto per proporre ai visitatori un itinerario alla scoperta delle eccellenze del porto di Venezia.
Hanno preso parte all’iniziativa oltre cinquanta persone provenienti da tutto il Nordest che, muniti di caschetto e dotazioni di sicurezza sono stati accompagnati in un percorso in bus tra il waterfront di S. Basilio fino ai meandri più reconditi dei terminal e delle imprese di Porto Marghera.
[hidepost]Una prima esperienza positiva che sicuramente sarà ripetuta in primavera a beneficio di tutti i cittadini che vorranno scoprire come funziona il porto di Venezia.
La visita si è concentrata sull’area di Marghera, una delle più grandi aree portuali-industriali europee di sempre con 1447 ettari di aree operative portuali e industriali, 12 chilometri di banchine attive, raggiungibili da navi con pescaggi fino a -11.5 metri e dotata di raccordi stradali (40 km), 135 km di ferrovia e 7 km di fibra ottica.
Prima tappa S. Basilio, qui la Capitaneria di Porto tramite la testimonianza di un giovane guardia marina, ha raccontato il proprio lavoro attraverso l’illustrazione delle tecniche di monitoraggio attivate “che sono una garanzia per la sicurezza della navigazione, per i movimenti delle navi, e l’organizzazione e la disciplina dei servizi portuali. Un lavoro complesso che richiede energia, elevata preparazione ed entusiasmo”.
La seconda tappa del tour ha raggiunto la sede della Rimorchiatori Riuniti Panfido che si trova su una chiatta galleggiante ormeggiata alla fine del canale Brentella; qui, piloti, ormeggiatori e rimorchiatori hanno raccontato in cosa consiste il loro complesso lavoro di accompagnamento in sicurezza di tutte le navi in manovra che arrivano e partono dal porto, mostrando anche le nuove tecnologie utilizzate e l’elevano know how di coloro che i visitatori hanno definito “gli angeli del porto”.
Davide Calderan, amministratore delegato Rimorchiatori Riuniti Panfido & C. srl ha raccontato “nulla del nostro lavoro viene lasciato al caso, tutta l’attività viene pianificata e programmata meticolosamente ed è soggetta a controlli e normativa molto stretti con l’unico obiettivo di garantire la piena sicurezza alle navi e all’intero porto”.
Saul Mazzucco, capo dei Piloti del Porto di Venezia dando appuntamento ad una prossima visita in torre Piloti a Malamocco ha dichiarato “è spiegando le nostre professioni e le regole in mare che avvicinare le persone al porto, una realtà così importante per Venezia. I meccanismi che stanno dietro alle operazioni navali rendono al meglio l’idea di come in porto si operi sempre in stretta collaborazione con la Capitaneria al fine di rendere agile, funzionale e veloce l’accesso in un porto speciale come è Venezia”.
Francesco Schiavon, presidente Ormeggiatori Venezia ha sottolineato come le iniziative come Porto di Venezia: Open Factory, siano “un’esperienza da ripetere per far conoscere al cittadino veneziano e non, che troppo spesso è staccato dalla vita portuale, una realtà produttiva trainante per l’economia della città e della regione. Una bella opportunità anche per fare squadra con le istituzioni portuali e con gli altri servizi tecnici nautici a servizio del territorio”.
Il bus ha poi fatto tappa presso il porto commerciale tra i terminal portuali e presso Vecon gli utenti hanno potuto scoprire come funziona la movimentazione dei container e scoprire una delle eccellenze green dello scalo veneziano grazie ai recenti investimenti per la dotazione del terminal – primi in Italia – con gru elettriche a basso impatto ambientale.
Altra tappa dedicata poi al traffico rinfuse presso il terminal Euroports che opera a livello internazionale ed è dotato di uno dei più grandi silos d’Europa, capace di contenere fino a 100 mila tonnellate di merci alla rinfusa.
Tappa finale del tour presso Grandi Molini Italiani, scelto tra i tanti quale esempio di terminal industriale di eccellenza, qui ogni anno si anno macinano 1,2 milioni di tonnellate di grano per un fatturato che sfiora i 400 milioni di euro. In particolare, a Venezia Marghera, GMI gestisce l’impianto più grande d’Europa situato lungo il Canale Ovest (Via Banchina Molini). Alessandro Pinato, direttore del Terminal Grandi Molini di Venezia ha subito aderito all’iniziativa che si inserisce in altre che GMI sta realizzando “per decenni abbiamo purtroppo assistito a una chiusura della zona di Marghera, che però, grazie al terziario e industrie come Grandi Molini Italiani punta al rilancio economico e produttivo, soprattutto grazie al Porto e alle sue vie d’acqua”.

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Pubblicato il
5 Dicembre 2015

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